La Maschera, Colella: "Koulibaly fantastico, vi svelo un retroscena. Venerdì il nuovo cd"

Roberto Colella, frontman de La Maschera, ha parlato ad AreaNapoli.it del nuovo album della band, ma anche di Kalidou Koulibaly.
"Sotto chi tene core" è il nuovo disco de La Maschera, in uscita venerdì tredici maggio per Full Heads. Un concept album di nove canzoni che parlano di riscatto sociale e sentimentale, un invito ad alzare lo sguardo e farsi avanti. Storie vere, dove l’urlo di chi non ha voce diventa grido di battaglia. La redazione di AreaNapoli.it ha raggiunto il frontman della band, Roberto Colella, poco prima del concerto del gruppo presso il Teatro Augusteo di Napoli.
Quanto ha influito la periferia nella vostra musica?
"Ha influito tantissimo. Sono convinto che non avrei scritto le stesse cose se non fossi nato e cresciuto in provincia. Per me è stata una grande fonte di ispirazione. Poi ho vissuto tantissimo in centro dai 18, 19 anni in poi, ma resto molto legato alla provincia".
La lingua napoletana è tornata di moda anche nelle canzoni, ma non è sempre stato così. In passato si respirava forse un certo snobismo verso il dialetto. Tu invece sei sempre stato coerente, hai sempre scritto in napoletano
"Per me è stata una cosa estremamente naturale. Mi viene più facile raccontare le emozioni in lingua napoletana, ma non avrei problemi a scrivere anche in italiano. Il problema, per come la vedo io, è trovare quella autenticità in un'altra lingua. Per quello che concerne le mode, ho sempre ascoltato le canzoni inglesi e americane. Non me la sento di giudicare chi fa scelte diverse dalla mia, ognuno è libero di proporre la musica che sente più idonea al suo modo di essere".
Cosa dovranno aspettarsi i vostri fan da "Sotto chi tene core", il vostro nuovo album?
"Sono canzoni di riscatto sociale. Al primo ascolto possono farti anche rilassare e ballare, ma il filo conduttore dell'album è l'invito a farsi avanti: è come se i protagonisti non volessero mai essere lasciati soli. Il protagonista di ogni canzone tende a dare un esempio della sua vita invitando anche gli altri a fare qualcosa che possa fare rumore e che possa essere un atto di resistenza. Ci sono anche un paio di canzoni d'amore, ma un amore visto da un altro punto di vista...Non ti dico altro perché non voglio rovinarvi la sorpresa".
Ho avuto modo di ascoltare tutto il disco: non ci sono riempitivi, si nota un notevole lavoro di scrittura
"Ti ringrazio, ti dico che curo i testi in modo maniacale così come sono particolarmente attento alla composizione musicale. I brani mi devono convincere al 100%. Ci sono però delle canzoni che assumono una forma compiuta in poco tempo e in quel caso non ci metto mano. 'Chi se vò bene', ad esempio, è nata in dieci minuti. Odio tutti i riempitivi, le parole utilizzate solo perché magari più musicali. Cerco di evitarli, ritengo sia una forma di rispetto anche per chi mi ascolta".
A proposito di testi importanti, mi è piaciuta particolarmente "Conosci Thomas". Il riferimento è a Thomas Isidore Noël Sankara, ex presidente del Burkina Faso, assassinato a 37 anni in un colpo di stato dal suo più̀ caro amico. Una storia purtroppo poco conosciuta nel mondo occidentale
"Purtroppo è una storia poco conosciuta nel mondo occidentale, hai detto bene. Conoscere Thomas significa avere la testimonianza contemporanea di un leader che si impegnò per eliminare la povertà̀, per ridare dignità̀ al popolo. Mi ha portato via sei mesi di vita, ma era fondamentale curare bene il testo. Per me è clamoroso che Thomas Sankara sia stato tradito dal suo migliore amico. Il triste episodio si è verificato ad una cena in cui, all'improvviso, dopo mangiato, il suo assassino gli sparò in testa. Thomas ebbe solo il tempo di dire: 'Ma come, proprio tu che sei il mio migliore amico mi uccidi?'".
Non dovrei dirlo, ma "Mirella è Felice" (insieme a "Conosci Thomas") è la mia canzone preferita. Il narratore e protagonista del brano, anche se non è mai nominato, è Felice Pignataro. I due, nel 1981, hanno fondato l’associazione culturale GRIDAS (gruppo risveglio dal sonno) allo scopo di offrire strumenti per risvegliare le coscienze assopite
"Sì, il riferimento è a Felice Pignataro. Mi piace molto giocare con le parole. Ne 'La confessione', ad esempio, il protagonista è un prete anche se non viene citato espressamente. Nel caso di Pignataro, ho nominato Felice, ma solo come stato d'animo nel titolo. In Mirella è Felice, infatti, la F è maiuscola. Lei, oltre ad essere felice come stato d'animo, è anche Felice, il prosieguo di ciò che è stato Felice Pignataro. Parlando degli uomini di resistenza della nostra periferia non potevo non citare Felice Pignataro".
Il vostro tour parte dall'Augusteo facendo registrare da tempo il sold out. Quali canzoni proponete ai vostri fan?
"Ti dico che canteremo le tue canzoni preferite del nuovo disco (ride, ndr). Poi ci sarà spazio per i nuovi brani e quelli dei dischi precedenti che ci hanno consentito di farci conoscere presso un pubblico sempre più vasto".
AreaNapoli.it è una testata sportiva, so che tifi Napoli. Soddisfatto della stagione degli azzurri?
"Assolutamente sì, il Napoli è la mia squadra del cuore. Non mi permetto di dare pareri calcistici perché credo che a tal riguardo debba esprimersi chi è più competente di me. Ci sono stati dei momenti, nell'arco della stagione, in cui il Napoli mi ha molto emozionato. E poi stravedo per un calciatore azzurro".
Di chi si tratta?
"Di Kalidou Koulibaly. Per me è fantastico, unico. Non è solo un calciatore, è qualcosa di più. Rappresenta un qualcosa di importante anche a livello sociale. Ti svelo un retroscena".
Prego
"Noi siamo stati in Senegal qualche anno fa per registrare il video di una nostra canzone e ti posso dire che lì Kalidou è un idolo assoluto. Viene visto come uno che ce l'ha fatta. Parlando con la gente, la città di Napoli era accostata a Koulibaly. Siamo molto conosciuti lì soprattutto grazie al calciatore del Napoli".
Un saluto di Roberto Colella a tutti i lettori di AreaNapoli.it
"Un saluto con il cuore di Roberto Colella a tutti i lettori di AreaNapoli.it con la speranza che sia la città che la squadra del Napoli arrivino sempre più in alto".
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