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La Marca: "Torino-Inter, errore inaccettabile. Osimhen e Vlahovic devono migliorare"


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Pubblicato nella sezione Interviste
La Marca: Torino-Inter, errore inaccettabile. Osimhen e Vlahovic devono migliorare

Domenico La Marca, avvocato e giornalista, nel corso della sua intervista ad AreaNapoli.it, ha trattato vari argomenti. Tra questi anche quanto accaduto in Torino-Inter.


Il giornalista e avvocato, Domenico La Marca, ha parlato ad AreaNapoli.it dei temi più caldi relativi al calcio italiano: "Bologna-Inter non ha ancora una data. Trovo che sia davvero inconcepibile che dopo due anni di Covid ci ritroviamo ancora a parlare di rinvii, ricorsi e giustizia sportiva. Il problema bisognava risolverlo ad inizio campionato, elaborando un protocollo capace di prevenire vicende con le quali già ci si era imbattuti. Il giudice sportivo ha rinviato per causa di forza maggiore Bologna Inter sulla base dell’art.55 delle Noif che al comma 2 chiarisce che “la declaratoria della sussistenza della causa di forza maggiore compete al Giudice Sportivo in prima istanza e alla Corte Sportiva d’Appello in seconda e ultima istanza”. Nello specifico la Corte Sportiva d'Appello il 23 febbraio ha pubblicato le relative motivazioni della sua pronuncia, confermando il precedente grado di giudizio, pertanto a partire da quella data l’Inter ha disposizione 30 giorni per proporre ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport pur consapevole che difficilmente verrà ribaltato l’esito dei due precedenti giudizi, ovviamente vi è sempre la potenziale questione della distinta presentata dal Bologna. Si chiarisce che il procedimento davanti al Collegio di Garanzia dello Sport viene definito entro 60 giorni dal deposito del ricorso, ma si specifica, come nel caso di specie, che i tempi della giustizia sportiva debbano garantire la regolarità dei campionati in corso".


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Il Var e Torino-Inter – "Errare fa parte del gioco ma è inaccettabile quanto accaduto in Torino-Inter, visto che vi è una tecnologia a disposizione che se utilizzata nel modo corretto avrebbe evitato uno degli errori più gravi compiuti nell’era Var. In un campionato così equilibrato anche un punto potrebbe risultare decisivo, pertanto gli arbitri hanno il dovere di ricorrere in maniera più accurata e scrupolosa al Var. Purtroppo in questi anni non si è stati capaci di formare una classe arbitrale che percepisca come naturale il ricorso alla strumentazione tecnologica e la questione dei “rigorini”, alimentata anche dai media, ha creato un clima particolarmente teso con il quale gli stessi arbitri sono costretti a convivere".


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Osimhen e Vlahovic – "Mi piacciono entrambi e mi auguro che più giocatori di tale potenziale possano trasferirsi nella nostra Serie A, che negli ultimi anni è diventato un campionato dove arrivano spesso campioni che hanno già offerto il loro meglio in altre leghe. Sono due centravanti diversi, il nigeriano è una vera forza della natura, capace di svariare su tutto il fronte d’attacco e con margini di crescita incredibili, che nemmeno forse lui conosce, Vlahovic, invece, possiede una migliore tecnica di base ed è capace di trovare soluzioni balistiche di pregevole fattura. Entrambi possono diventare degli assoluti top player e devono continuare nel loro percorso di maturazione. Osimhen può migliorare in determinate situazioni sia all’interno dell’area di rigore, dove comunque ha dimostrato soprattutto nel gioco aereo di essere già uno dei migliori interpreti al mondo, che nella fase di sviluppo di gioco soprattutto quando bisogna far salire la squadra mentre Vlahovic può crescere soprattutto quando si tratta di superare alcune marcature a uomo che l’hanno messo in difficoltà sia con la maglia della Fiorentina che con quella della Juventus".

Ronaldo e Messi – "Parliamo di fenomeni assoluti che però pagano le scelte sbagliate di inizio stagione. Ronaldo è quasi “fuggito” dall’Italia e dalla Juventus, dove praticamente era il punto nevralgico della manovra offensiva, per tentare di risollevare un Manchester United, lontanissimo parente di quello di Ferguson. Messi, invece, si è fatto ammaliare dal progetto Psg che però ha dimostrato di non possedere delle solide basi dal punto di vista tattico. Reggere e sorreggere una squadra che allo stesso tempo schiera Di Maria, Neymar, Mbappè e lo stesso fenomeno argentino necessita di un impianto di gioco ben collaudato dove la maggioranza della squadra si deve sacrificare per permettere a questi talenti di esprimere il loro massimo potenziale e purtroppo il Psg da questo punto di vista ha fallito. Il tempo passa anche per Ronaldo e Messi, che forse non avranno la brillantezza e lo smalto dei giorni migliori, ma ancora oggi, se messi nelle giuste condizioni, rappresentano il gotha del calcio mondiale".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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