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La Marca: "Sarri e Gattuso: no alla Nazionale. Mancini è il ct giusto"


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Pubblicato nella sezione Interviste
La Marca: Sarri e Gattuso: no alla Nazionale. Mancini è il ct giusto

Domenico La Marca, giornalista e avvocato, ha parlato anche del fallimento della Nazionale del commissario tecnico Roberto Mancini.


Il giornalista e avvocato, Domenico La Marca, ha toccato vari argomenti nella sua intervista ad AreaNapoli.it. In primo luogo la 31esina giornata del campionato italiano di Serie A: "Sulla carta il Milan ha l’incontro più facile, ma a differenza di Napoli ed Inter, ha il dover di ottenere i tre punti in casa contro il Bologna, inoltre i rossoneri giocheranno di lunedì consapevoli dei risultati delle dirette avversarie e questo potrebbe essere un fattore sul piano emotivo. Inoltre, sono convinto che il Bologna avrà forti motivazioni e giocheranno tutti per Mihajlovic, al quale faccio un grosso in bocca a lupo. Napoli ed Inter, invece, dovranno affrontare due incontri esterni dall’elevatissimo coefficiente di difficoltà, gli azzurri andranno a Bergamo con tante defezioni ma anche con la consapevolezza che gli orobici giovedì saranno impegnati in una sfida storica per il club contro il RasenBallSport Lipsia, i nerazzurri per certi versi avranno una sfida ancora più proibitiva contro la Juventus che ha dimostrato in campionato una costanza di risultati impressionante. Di certo, se una tra Napoli ed Inter riuscisse a superare indenne questa giornata, sicuramente ciò rappresenterebbe un momento di svolta per la lotta scudetto".


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Mancini – "Mancini credo che sia il meno colpevole di questa mancata qualificazione, si può non essere d’accordo sulla gestione post Europei, in particolare modo per come si è arrivati a questi play-off e sull’aver puntato su alcuni calciatori che attraversavano un evidente calo di forma psicofisica. Ciò nonostante, non ci si può dimenticare che l’Italia di Mancini ha vinto un Europeo, ha ottenuto il record di risultati consecutivi ed infine questo tecnico insieme al suo staff è riuscito a ridare un’identità di gioco alla nazionale ed un entusiasmo che non si vedeva da anni. Mi piacerebbe, anzi, che venissero conferiti maggiori poteri a Mancini e soprattutto che fosse messo nelle condizioni di poter lavorare anche con le altre under in modo da poter favorire l’inserimento nella nazionale maggiore dei nostri talenti".


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Sarri o Gattuso per il post Mancini? – "Sono entrambi due bei nomi, Sarri però lo reputo un tecnico maggiormente da club, visto che ha bisogno di lavorare tutta la settimana con la squadra, a Napoli era noto per i suoi metodi certosini e per la sua premura per i particolari e difficilmente ciò sarebbe esperibile con la nazionale. Gattuso è uno che conosce bene la nazionale ed il significato di indossare questa la maglia e credo che sarebbe la persona giusta per trasmettere quella determinazione e quel carattere vincente che un po' è venuto a mancare dopo la vittoria degli Europei, però sono convinto che da tecnico possa ancora crescere e dare tanto alla guida di un club. In questo momento storico nonostante tutto Roberto Mancini rimane la migliore soluzione per la nazionale". 

Deferimento Napoli – "Come abbiamo visto in passato vi è un caso che ha fatto giurisprudenza che è quello della Lazio, soprattutto per le situazioni di Immobile, sceso in campo contro il Torino, e Djavan Anderson, invece in panchina, contro la Juventus, entrambi presunti positivi a seguito di diversi test anti-Covid. Per quella vicenda il Tribunale Federale Nazionale, in prima battuta, sanzionò la Lazio con un’ammenda ed inflisse delle inibizioni di più mesi sia al presidente dei biancocelesti che ai medici sociali. Fu determinante ai fini delle valutazioni l’assenza una giurisprudenza specifica e vuoti del protocollo normativo, e non credo che nell’ultimo anno la situazione sia migliorata difatti proprio alla vigilia di Juventus-Napoli si stava valutando l’adozione di nuove misure in merito al protocollo Covid in Serie A. La vicenda Lazio ha avuto altri gradi di giudizio che hanno portato a mitigare i provvedimenti assunti in prima istanza. Pertanto sulle base di queste valutazioni mi sembra alquanto improbabile che possa essere messo in discussione il risultato di Juventus-Napoli ed in particolare che si possa minimamente considerare possibile una penalità in termini di punti in classifica per i partenopei".

Crisi Italia – "E’ un discorso ampio che tocca tanti temi, difatti questa débâcle è la triste sintesi di più fattori. Ho trovato insensato non aver voluto concedere almeno una settimana a Mancini per preparare al meglio i play-off così da poter tentare di ricreare quel clima che era stato fondamentale per la vittoria degli Europei. Si è notato durante le ultime sfide azzurre una certa disabitudine dei nostri ragazzi a giocare partite di un certo livello, e credo che gli insuccessi dei nostri club a livello internazionale, dove da anni non raggiungiamo con una certa costanza quarti, semifinali e finali delle competizioni europee abbia fatto la differenza. Sul piano infrastrutturale sia per quanto riguarda gli stadi sia a livello di strutture di allenamento, soprattutto sul piano giovanile, siamo indietro rispetto a gran parte degli altri paesi europei. La mancanza di dialogo tra la Federazione e le varie leghe del nostro calcio è forse il peggiore degli aspetti, visto che la famosa riforma dei campionati non è mai stata attuata e che non si è mai tentato realmente di realizzare un progetto univoco finalizzato alla crescita graduale dei nostri giovani (regole degli under in Lega Pro e D, seconde squadre in Pro si sono rivelate interventi estemporanei e non adatte a risolvere il problema). Difatti i recenti risultati delle nostre selezioni giovanili hanno dimostrato che il materiale umano a disposizione è di buon livello ma spesso viene letteralmente sprecato senza di cercare di realizzare dei percorsi ad hoc per farlo emergere al massimo del potenziale. Inoltre, bisogna abbassare l’età delle nostre primavere perché oggi considerare un’99 o un classe 2000 ancora giovane ed incapace di reggere la pressione a certi livelli è anacronistico, come reputo necessario un rinnovamento a livello dirigenziale del nostro movimento".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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