La Marca: "Napoli: Simeone grande colpo. Addio Mertens, il (vero) motivo"

L'avvocato Domenico La Marca, nella sua intervista alla redazione di AreaNapoli.it, ha toccato diversi argomenti.
Domenico La Marca, giornalista e avvocato, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AreaNapoli.it: "Simeone potrebbe rappresentare un grande colpo per il Napoli, i partenopei hanno bisogno di avere una rosa più profonda visto che come abbiamo già detto più volte questa stagione sarà “sui generis” e non ci sarà un attimo di respiro. Avere due punte centrali come Osimhen e Simeone sarebbe un segnale molto incoraggiante in merito alla competitività del sodalizio azzurro. È chiaro che in determinate situazioni questi due centravanti, simili per alcuni aspetti, ma anche con caratteristiche differenti, l’argentino più capace di legare il gioco mentre il nigeriano abile nel giocare in profondità, potrebbero anche coesistere in campo, ma la reputo una possibilità più in corso d’opera che ad inizio partita. Proprio il fatto che Simeone potrebbe essere l’alternativa di Osimhen è la dimostrazione che il Napoli, a differenza del clima che serpeggia tra i tifosi, voglia mettere a disposizione di Spalletti una rosa all’altezza".
Su Mertens: "È una storia che oramai si protrae da troppo tempo, credo che più che l’aspetto economico abbia inciso la centralità del progetto di Mertens in questo nuovo Napoli che sta nascendo. A prescindere dal valore del belga e dal legame con la piazza, saranno state fatte valutazioni in merito al percorso tecnico-tattico che Spalletti vuole intraprendere in questa stagione, in tal senso se Mertens doveva essere considerato come una terza scelta, dietro a Simeone ed Osimhen, non credo che il Napoli, in questa corposa metamorfosi, avrebbe avuto l'intenzione di svenarsi per trattenere il calciatore. Dispiace che si chiude in questo modo una bellissima pagina di calcio, ma una delle regole non scritte di questo sport è proprio di guardare sempre in avanti".
La contestazione a De Laurentiis: "Sono rimasto basito e sconcertato nell’assistere a forme di inciviltà che non hanno nulla a che vedere con il calcio e che ledono l’immagine di Napoli e dei veri tifosi azzurri. Purtroppo nel nostro ambiente bisogna valutare le situazioni in maniera analitica e lucida, non dovrebbero esistere partiti pro e contro. Inoltre credo che il mondo social, che mi sembra un porto franco, abbia reso ancora più grave il problema, favorendo un clima che ripeto dovrebbe essere lontano anni luce da qualsiasi rettangolo di gioco. Posso condividere la delusione e lo smarrimento dei tifosi azzurri che in una sessione di mercato hanno visto andare via i propri beniamini, i quali però dobbiamo essere onesti hanno preferito i lauti compensi alle proposte comunque serie da parte del Napoli, gli stessi supporters hanno diritto a manifestare il loro dissenso non andando allo stadio e non facendo l’abbonamento ma certamente nessuno si può arrogare il diritto di ledere la sfera personale altrui. Un altro aspetto che ha favorito lo svilupparsi di tale acredine è stata la mancanza di comunicazione da parte del club che soprattutto nelle figure più rilevanti doveva fare fronte comune evitando di disorientare tutto l’ambiente. Detto ciò il Napoli sta cambiando pelle forse con qualche anno di ritardo ma mi sembra una delle poche realtà in Italia che sta investendo vero denaro, acquistando realmente giocatori senza formule di prestito con diritto ed obbligo di riscatto o ricorrendo ai parametri zero. La forza del Napoli negli anni addietro è stata quella di costruirsi in casa i futuri top players, ancora prima dell’osannato Milan targato Maldini, e proprio l’aver abbandonato questa forma mentis ha portato a dei passi a vuoto, pertanto ritornare al passato potrebbe rivelarsi una mossa vincente. Inoltre le valutazioni sull’organico del Napoli bisognerà farle a fine mercato ed anche dopo la chiusura della sessione estiva sarà sempre il campo ad emettere l’ultima sentenza. De Laurentiis potrà non essere simpatico a molti ma comunque è il presidente che ha dato nuovamente dignità e decoro ad un club che veniva da un fallimento e che ha riportato il Napoli stabilmente ai vertici dei calcio italiano e soprattutto che a differenza anche di altri top club italiani non ha mai avuto la necessità di vendere i suoi gioielli e quando c’è stata l’occasione l’ha fatto alle sue condizioni, rinvestendo le somme per rendere la squadra più competitiva e non per sanare i bilanci".






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