La Marca: "Napoli, Milan e Inter padrone del loro destino. Osimhen e Ibra, il mio pensiero"

Il Napoli tornerà in campo domenica per affrontare il Milan di Stefano Pioli. Ne ha parlato l'avvocato Domenico La Marca ad AreaNapoli.it.
Il giornalista ed esperto di diritto sportivo, Domenico La Marca, ha parlato ad AreaNapoli.it: "Il campionato è davvero particolare, nessuna delle tre davanti è stata capace di creare l’allungo decisivo, ovviamente adesso il coefficiente di difficoltà è aumentato per tutte, visto che oltre gli scontri diretti tra le candidate alla vittoria finale a fare differenza sarà la capacità di queste compagini di perdere meno punti possibili con le squadre impegnate nella lotta salvezza. Reputo difficile una lotta a cinque sino alla fine come remote le possibilità di rientro di Juventus ed Atalanta, che ricordiamo sono ancora impegnate in Europa, pertanto Napoli, Milan ed Inter sono le vere padrone del loro destino, solo i passi falsi di queste ultime potrebbero rimettere in gioco le dirette inseguitrici".
Osimhen e Ibrahimovic – "Per Osimhen sarà la classica prova del nove, una partita che potrebbe avvicinare il nigeriano al definitivo salto di qualità. Nel suo percorso in azzurro gli manca ancora quel sigillo con una grande del nostro calcio, la capacità di essere decisivo in questi big match è un fattore determinante se si vuole essere riconosciuti come un “top player”. Di certo Osihmen ha tutte le caratteristiche per impensierire la retroguardia rossonera, soprattutto impressiona la sua abilità di essere un fattore nell’economia del gioco azzurro anche quando è meno ispirato dal punto di vista realizzativo. Inoltre la sua fame di vittorie come si è vista a Cagliari dopo la rete del pareggio fa ben sperare per il suo processo di maturazione. Non è ancora chiaro se Ibrahimovic sarà della partita ma comunque se il campione svedese sarà minimamente recuperabile certamente non si tirerà indietro, la sua presenza in campo anche a mezzo servizio comporterebbe una spinta dal punto di vista del morale e sul piano psicologico di un certo rilievo per i rossoneri. La sfida tra Osimhen ed Ibrahimovic rappresenterebbe un bel confronto generazionale tra due centravanti differenti ma che dal punto di vista caratteriale hanno molti punti in comune. Ad oggi però per il Milan sta meritando l’etichetta di leader tecnico Rafael Leão che come Osimhen sta completando un processo di maturazione che lo porterà ad essere uno dei migliori giocatori europei dei prossimi anni".
Il calcio italiano e l’Europa – "Purtroppo il calcio italiano esce da questa tornata europea notevolmente ridimensionato, nonostante alcune buone prestazioni non sono arrivati dei risultati incoraggianti, in Champions League l’Inter praticamente ha bisogno di un miracolo mentre la Juventus avrà vita dura con un avversario come il Villarreal che ha già dimostrato in questa stagione di saper vincere in Italia. In Europa League invece Napoli e Lazio, che potevano vincere tranquillamente i rispettivi gironi, si sono ritrovate come seconde ad affrontare nei play-off avversarie durissime, ed adesso tutte le speranze sono rivolte all’Atalanta che però ha avuto il sorteggio peggiore dell’urna dovendo affrontare il Bayer Leverkusen. In Conference invece la Roma è obbligata davvero ad arrivare sino in fondo. Purtroppo il nostro calcio ha dimostrato di peccare di intensità di gioco, le nostre squadre non sono capaci di mantenere la stessa concentrazione nell’arco di tutti i novanta minuti. Inoltre l’insufficiente competitività in Europa dei nostri club è dipesa anche dalla minore esperienza internazionale dei nostri calciatori a certi livelli, causata in particolare modo da quel terribile malcostume di sottovalutare le competizioni europee, soprattutto l’Europa League per inseguire in campionato la qualificazione in Champions League, e ciò ha rappresentato un’occasione persa per la crescita dei nostri giovani, non è un caso che le squadre portoghesi, stiano facendo meglio di noi, o che ci siano club come il Lipsia e il Salisburgo, che nel giro di pochi anni sono diventati dei punti di riferimento grazie proprio ai risultati ottenuti in campo europeo".






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