La Marca: "De Laurentiis tra Napoli e Bari, vi spiego. Ancelotti, che rimpianto"

Domenico La Marca, giornalista e avvocato, ha parlato ad AreaNapoli.it di multiproprietà, Ancelotti e non solo.
Il giornalista e avvocato, Domenico La Marca, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AreaNapoli.it trattando vari argomenti. Tra questi quello relativo alle multiproprietà: "E’ recente la decisione del Tribunale Federale Nazionale di rigettare il ricorso presentato dai presidenti di Napoli e Bari, Aurelio e Luigi De Laurentiis, finalizzato all’impugnazione della delibera pubblicata sul C.U. n.88/A del 1° ottobre 2021 relativamente alla modifica dell’art. 16 bis NOIF. L’art. 16 bis NOIF sulle partecipazioni societarie così esplica: “Non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente e affine entro il quarto…”. Su questo punto dobbiamo prendere in considerazione la norma transitoria che indica che i soggetti, che alla data di entrata in vigore della presente disposizione si trovano nella condizione di cui al comma 1 dell’art. 16 bis, dovranno porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza della Stagione Sportiva 2024/2025. Qualora antecedentemente alla stagione sportiva 2024/2025 si verifichino, nell’ambito della medesima categoria, per due o più società professionistiche, le condizioni vietate dal comma 1, i soggetti interessati dovranno porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza. L’inosservanza del termine comporta la decadenza della affiliazione della società, o delle società, la cui partecipazione societaria è stata acquisita per ultima. E’ lapalissiano che si tratti di una situazione molto complessa, in tal senso bisogna riconoscere che la famiglia De Laurentiis ha investito considerevoli somme in un progetto, garantendo solidità e sicurezza ad una piazza come il Bari, una nobile del nostro calcio, che come tante soprattutto in C e in D si ritrovano in situazioni economiche-finanziarie davvero precarie. Inoltre, la vecchia disciplina, vigente all’epoca dell’acquisto del Bari, consentiva il concetto di multiproprietà ad eccezione solo della presenza dei due sodalizi sportivi nella stessa categoria. Allo stato attuale delle cose la famiglia De Laurentiis si ritroverebbe a dover cedere nel giro di pochi anni una società, che è stata rivalutata con investimenti ed un incredibile lavoro di programmazione, a cifre vantaggiose per i potenziali investitori. Ovviamente ci sono ancora due gradi di giustizia sportiva e la possibilità di ricorrere alla giustizia amministrativa, in tale caso i tempi saranno più lunghi, di sicuro gli orientamenti che verranno assunti in meriti alla vicenda multiproprietà faranno giurisprudenza".
Su Ancelotti: "Rappresenta uno dei grandi rimpianti della storia recente del Napoli, difatti è stato il più grande colpo dell’era De Laurentiis. Parliamo di un tecnico e di un uomo eccezionale che dal Milan in poi ha gestito esclusivamente rose di assoluti campioni, mentre a Napoli si doveva ripartire con un nuovo progetto dopo il ciclo Sarri. In città con l’arrivo di Ancelotti giravano voci sull’acquisto di giocatori del calibro di Benzema, David Luiz e Vidal, mentre la cultura del club è sempre stata quella di crearsi i campioni in casa, tranne alcune eccezioni, e proprio l’essersi allontanati da questo diktat ha portato alle recenti delusioni azzurre. Lo stesso Ancelotti per certi versi si stava calando in questa mentalità imprenditoriale, difatti Ruiz, pur pagato 30 milioni, è diventato un giocatore di fama europea in azzurro o come poteva essere l’affare Valverde che il tecnico di Reggiolo stava per realizzare. L’esperienza di Ancelotti in grandi club poteva essere un input per le crescita societaria e manageriale del club, ma si trattava di un progetto a lungo termine, dove bisognava riconoscere piena fiducia al tecnico e ciò avrebbe comportato ulteriori investimenti, purtroppo si trattava di un’ evoluzione – metamorfosi dall’alto coefficiente di difficoltà, che non dipendeva esclusivamente dall’allenatore, bisogna fare delle scelte forti sul mercato, visto poi il modo con cui si è conclusa l’esperienza napoletana di Ancelotti, che all’occhio del tifoso sarebbero state considerate impopolari dopo aver sfiorato lo scudetto con Sarri".
Sulla Conference League: "Sarò diretto, la qualificazione della Roma in finale rappresenta una grande vittoria del calcio italiano e tanti club dovrebbero prendere esempio dalla mentalità europea di Mourinho, soprattutto osservando che la finale di Europa League sarà tra Rangers di Glasgow ed Eintracht Frankfurt, alle quali vanno fatti i complimenti, ma che certamente non sono superiori a Napoli, Lazio ed Atalanta. Uno dei motivi di questo gap soprattutto in termini continentali è stata proprio la cattiva abitudine dei nostri club di porre in secondo piano gli impegni internazionali, in particolare modo quelli del giovedì, in favore della frenetica e disperata corsa al quarto posto in campionato. Di conseguenza ciò ha portato che i nostri calciatori non più abituati a confrontarsi con realtà diverse dalla nostra Serie A e soprattutto a giocare partite secche a certi livelli dove il minimo calo di concentrazione può essere fatale. In questa ultima Champions League abbiamo avuto l’esempio del Villarreal, squadra composta da giocatori di qualità ma non da top player, che però è stata capace di realizzare un percorso eccezionale grazie a quella sicurezza e determinazione che può essere acquisita attraverso le esperienze e le vittorie, in particolare modo l’Europa League dello scorso anno. Oltre il Villarreal si potrebbe citare il Siviglia, che a suon di Europa League, è diventata una grande del calcio mondiale pur dovendo confrontarsi nella Liga con giganti come Barcellona, Real ed Atletico, infine lo stesso Eintracht che nel corso degli ultimi è stata una presenza fissa in Europa League ed oggi sogna un trofeo internazionale che in Italia manca dal ’99".






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