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La battuta di De Laurentiis: "Con Malagò in FIGC la Roma può stare tranquilla"

Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante l'inaugurazione del Villaggio della Salute della 'Race for the Cure' al Circo Massimo.


Alessandro SepeAlessandro SepeDirettore responsabile

07/05/2026 15:49 - Interviste
La battuta di De Laurentiis: Con Malagò in FIGC la Roma può stare tranquilla

Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine dell’inaugurazione del Villaggio della Salute della ‘Race for the Cure’ al Circo Massimo. De Laurentiis ha scherzato oggi con il fondatore di Komen Italia, il professor Riccardo Masetti.

La battuta di De Laurentiis sulla Roma

“Ma sai, la Roma deve stare tranquilla, perché se Malagò dovesse diventare presidente della Federazione, lui, da romanista, sicuramente farà in modo che il calcio porti anche qualche cosa di più dal centro al sud”, ha dichiarato De Laurentiis. Nel presentarlo come presidente del Napoli e presidente onorario della manifestazione, Masetti aveva ironizzato dicendo che sarebbe stato ancora più felice se De Laurentiis fosse stato presidente della Roma.


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L'importanza della prevenzione

De Laurentiis ha poi virato su argomenti in tema con la manifestazione: "Fare prevenzione è importantissimo, partendo dalle scuole e insegnando sin da piccolo come alimentarsi e combattere questo male subdolo che si nasconde e che è difficilissimo. Solo attraverso l’educazione e la prevenzione si può riuscire ad uscirne fuori e a non farsi sconfiggere. È una sconfitta continua che non solo mette a rischio le donne, il tumore al seno può colpire anche gli uomini. La donna è centrale nella nostra vita, è fondamentale che il Governo si interessi di tutto ciò e che investa sulla prevenzione. Ripeto, è importantissimo che nelle scuole si faccia molto presente un’educazione su cosa mangiare e soprattutto anche un grande movimento. Ginnastica ed alimentazione come panacea a questo male subdolo".

"Ogni società ha una serie di medici sociali e di nutrizionisti che si preoccupano. In una squadra ci sono 30 calciatori che provengono da abitudini e culture diverse. C’è una cultura alle spalle che non puoi cancellare, bisogna avere una progressione in quella che deve essere anche la capacità di far sì che la squadra diventi un corpo unico. Per farlo, anche l’alimentazione è una fase importante di educazione e conoscenza".


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Alessandro SepeAlessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.

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