L'ex vice di Conte: "Vi racconto una cosa che farà arrabbiare il mister, scrissi una lettera a Petrachi"
Antonio Toma, ex vice di Antonio Conte ai tempi del Bari, ha raccontato un aneddoto relativo all'attuale tecnico del Napoli.

Antonio Conte sta per conquistare la seconda qualificazione consecutiva in Champions League sulla panchina del Napoli. Ai microfoni di Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Antonio Toma, ex vice di Conte.
Il racconto di Antonio Toma su Conte
Le parole di Conte: “I continui infortuni del Napoli mi sono rimasti impressi anche perché non sono infortuni da contrasto, un menisco, un’entrata alla caviglia, ma infortuni da lavoro. Non so come sta lavorando Conte, ma 43 infortuni muscolari sono tanti. Dico una cosa che non dovrei dire e sono certo che Conte si arrabbierà tanto, ma quando eravamo insieme, tornammo da un ritiro e scrissi una lettera a Petrachi: gli dissi che dopo 7 partite il mister verrà esonerato. E anche io non sarei rimasto, ma sarei andato via con lui. Petrachi mi disse ma perché me lo dici? Io gli risposi di tenere la lettera e non dire nulla, ma lui lo disse a Conte. Mi chiese spiegazioni, quindi dissi a Petrachi che avevamo completamente sbagliato il ritiro: avevamo lavorato tantissimo sulla forza, potevamo prendere un elefante sulle spalle, ma in campo camminavamo e il calcio è fatto sì di resistenza, ma anche di velocità. Ovviamente litigai col preparatore atletico. In fase di simulazione, feci notare che i nostri erano in rosso, eravamo tornati dal ritiro, ma quella non era alta intensità. Il giorno dopo Conte mi fece fare l’alta intensità e dopo 4 minuti i giocatori erano tutti a terra a vomitare per cui dimostrai che avevamo lavorato bene sulla forza, ma non sulla resistenza alla velocità. Da quel momento ha aperto gli occhi e quell’anno vincemmo il campionato con il Bari e andammo in in serie A con una squadra normale, ma fisicamente correvamo 3 volte più degli altri".
"De Bruyne non è adatto al calcio italiano"
"Non so nel Napoli cosa stia accadendo anche perché non possono mancare 8/9 titolari ogni partita. De Bruyne non lo avrei mai preso perché nel calcio italiano non è uno che fa la differenza. Non è un giocatore per il calcio italiano, non per il Napoli soprattutto che ha giocatori per cui io impazzisco. Uno che anche zoppo deve stare in campo è Lobotka, ma se vinci 2-0 lo devi togliere e stesso dicasi di Anguissa, se vinci, nell'ultima mezz'ora devi toglierlo. Io mi alzavo dalla panchina per dirglielo. Sono certo che Conte mi scriverà, ma il Napoli aveva Tiberio Ancora e il Napoli non doveva assolutamente privarsene. Le squadre devi allenarle bene per farle volare".
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