L'ex presidente della FIGC Gravina: "Il Napoli minacciò di farci causa"

L'ex presidente della FIGC Gabriele Gravina ha parlato dei problemi del calcio italiano soffermandosi anche sul retroscena che riguarda il Napoli.
L'ex presidente della FIGC, Gabriele Gravina, attraverso l'intervista che ha rilasciato sulle pagine di Quotidiano Nazionale, ha parlato dei problemi del calcio italiano soffermandosi anche sulla multiproprietà e sui tanti stranieri che giocano nei campionati professionistici.
Gravina: "Abbiamo solo il 30% di giocatori italiani"
Sui tanti stranieri nel calcio italiano: "Se nel 2006 il 70% dei calciatori selezionabili erano italiani, ora siamo scesi al 30% per la presenza di tanti stranieri. Non si tratta di essere nazionalisti, ma riguarda il principio della sostenibilità. La filiera va alimentata per coltivare entusiasmo e attrarre i giovani. Poi serve la qualificazione ai Mondiali, vero. Ma il calcio italiano è in crisi perché non ha più riferimenti vincenti come Sinner, Cobolli e Musetti che portano entusiasmo nel tennis. Anche il nostro calcio però ha prospettiva e l’abbiamo creata nel tempo, lavorando per vincere domani.”
Multiproprietà, "Napoli minacciò di fare causa alla FIGC"
Sul tema delle multiproprietà che interessa anche la famiglia De Laurentiis che gestisce Napoli e Bari, rivela: “In Europa si sta valutando di consentirla con una percentuale riconosciuta che non deve superare il 30 per cento. In Italia quello che ha tolto la norma sono stato io: poi il Napoli ha minacciato di farci causa e si è arrivati alla transazione, con la chiusura del 2028. Quindi De Laurentiis dovrà vendere il Bari".






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