L'ex Napoli Giaccherini racconta: "Quella volta rischiai la vita. A Conte devo tutto"
L'ex centrocampista azzurro ricorda alcuni die momenti difficili della sua carriera. I più belli, invece, furono con Antonio Conte.

Emanuele Giaccherini, ex centrocampista di Napoli e Juventus, si è raccontato ai taccuini de 'La Gazzetta dello Sport' per parlare di Antonio Conte, allenatore che conosce molto bene, e non solo. A seguire, vi proponiamo qualche passaggio della sua intervista.
Giaccherini ricorda Conte: "Gli devo tutto"
Il ricordo più bello su Conte? "Juve-Parma, inaugurazione dello Stadium, il mio esordio in bianconero. Antonio mi voleva a tutti i costi nonostante la società non fosse molto propensa. Vincemmo 4-0 ma io non feci una buona partita: Conte mi notò a testa bassa nello spogliatoio, tornai a casa e trovai un suo messaggio: 'Oggi era difficile, ma so che puoi darmi molto di più'. Mi tranquillizzò. Gli devo tutto".
Quando Giaccherini ha rischiato di morire: il retroscena
"Giocavo senza Milza? Categoria Allievi, partita di vertice a Sesto Fiorentino. Passano 5’, involontariamente il portiere avversario si scontra con me e col gomito mi colpisce una costola che piegandosi mi fa esplodere la milza. Ma devo aspettare che finisca la partita, così tutto diventa più grave. Mi portano in ospedale, faccio una lastra e svengo. I medici notano del sangue nelle urine e capiscono l’emorragia interna, mi operano d’urgenza. Ho davvero rischiato la vita. Oggi devo ancora fare tre vaccini l’anno".
Giaccherini con Sarri a Napoli: cosa non funzionò
"Non mi è stato permesso di restituire alla città quanto avrei voluto. Tutto si conclude senza rancore, ma il dispiacere resta. Venivo dal punto più alto della mia carriera, scelsi Napoli per tornare in una big ma Maurizio era un integralista: giocavano solo i suoi e subentravano sempre gli stessi 2-3. Oggi è migliorato, però a me vedeva come vice-Callejon e io con lui c’entravo poco, così chiesi di andare via".
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