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Koulibaly: "Benitez mi volle al Napoli. Sarri severo: mi ripeteva una frase"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Koulibaly: Benitez mi volle al Napoli. Sarri severo: mi ripeteva una frase

L'ex calciatore del Napoli ha parlato anche della sua esperienza con la maglia degli azzurri in un podcast saudita.


Kalidou Koulibaly ha fatto benissimo nel corso della sua avventura a Napoli pur non riuscendo a vincere il trofeo più importante, lo scudetto. Eppure i sostenitori del Napoli lo annoverano (giustamente) tra i calciatori più forti della storia degli azzurri.


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Koulibaly: "Rafa Benitez mi volle a Napoli"

L'ex calciatore del Napoli e difensore dell'Al-Hilal in Arabia Saudita, Kalidou Koulibaly, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del podcast saudita "The Mo Show". Di seguito le sue parole: "Benitez mi chiamò per portarmi al Napoli. Fu fantastico, è stato un periodo meraviglioso. La pressione era altissima, perché lì c'è solo una squadra per una città di 3 milioni di persone. Perciò le persone lì pensano solo al Napoli, volevano vincere trofei e vedere il Napoli tornare in Champions League".


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"Il primo anno a Napoli fu difficile, ebbi qualche problema perché non ero ancora pronto a compiere un passo così grande. Ma poi dopo è stato fantastico. Sono cresciuto di livello, ho fatto tanta esperienza. Ma c'era tanta pressione. Credo di aver trascorso lì il periodo migliore della mia carriera, forse perché interpretavo il calcio in maniera diversa. Prima del Napoli, vivevo il calcio più che altro un divertimento: non mi prendevo cura del mio corpo. Ma dopo il mio arrivo a Napoli, la mia vita è cambiata", ha aggiunto Koulibaly.

Koulibaly ha parlato del suo rapporto con Sarri

Koulibaly ha parlato anche del suo rapporto con Maurizio Sarri: "Lui parlava solo in italiano, ma con un accento toscano che non riuscivo a comprendere. E poi era un tipo molto esigente. Mi dava indicazioni, ma io non lo capivo. All'inizio i suoi collaboratori mi sono stati di grande aiuto per questo. Loro erano consapevoli delle mie qualità, ma Sarri è stato molto severo con me. Veramente molto duro e severo. Non c'era alcun interprete ad aiutarmi con la lingua, ho imparato un po' di italiano in una scuola. Cercavo di parlare il più possibile in italiano con i miei compagni di squadra. Sono stato fortunato perché c'erano Ghoulam, che era un mio amico intimo a Napoli, con cui trascorrevo tantissimo tempo, e anche Jorginho. Loro mi insegnavano l'italiano tutti i giorni. Ho iniziato a capirlo di più, ma Sarri parlava con un accento toscano e per me era difficile capirlo. Lui diceva sempre: "No, Kouli non può giocare in quel modo, non può essere un buon difensore...". Così ad ogni allenamento mi dicevo: oggi glielo farò vedere! Gli dimostrerò che posso, mi guadagnerò la sua fiducia. Quella severità si è rivelata vantaggiosa perché mi ha stimolato a diventare un grande difensore, volevo sempre dimostrargli che potevo essere forte. Direi che è anche grazie a Sarri se sono diventato quello che sono".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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