Juventus, Sarri: "Atalanta fortissima, sarà molto difficile. Higuain arrabbiato? Non ci ho fatto caso"

Maurizio Sarri, tecnico della Juventus, ha parlato alla vigilia della sfida di campionato contro l'Atalanta.
Grande tensione in casa Juventus per la sfida contro la lanciatissima Atalanta. Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match: "Contro l'Atalanta gara Scudetto? Questa è una fase importante della stagione. L’Atalanta in questo momento va considerata una realtà: sta facendo benissimo e ha numeri di grandissimo livello soprattutto in trasferta. Quindi è un avversario difficilissimo ma ormai lo è da diverso tempo. La più bella definizione dell’Atalanta penso sia quella di Guardiola: è come andare dal dentista, ne puoi uscire anche ma il male lo senti. Sorteggi di Champions? No lasciamo perdere, non mi interessa. In questo momento abbiamo un solo obiettivo che è il campionato e poi penseremo al Lione. È talmente lontano dai nostri pensieri che non ci dobbiamo perdere neanche la minima energia”.
Sarri ha proseguito: “L’Atalanta ti fa rischiare dal punto di vista tattico perché è una squadra aggressiva che viene a prenderti nella costruzione dell’azione e ha ripartenze di grandissimo livello. Il rischio tattico è insito nella partita. Dal punto di vista fisico hanno accelerazioni importanti. È una partita difficile sotto tutti i punti di vista anche se secondo me tutte le squadre hanno qualcosa in meno rispetto ai momenti migliori della stagione. Però questa capacità di strappo loro ce l’hanno ed è un’altra cosa da tenere in considerazione. Cosa vorrei vedere nella squadra? La continuità sarebbe aspetto importante. Vedo che in questo moneto particolare della stagione tutte le squadre hanno difficoltà nell’arco dei 90 minuti ad avere continuità di rendimento. In questo momento le partite subiscono balzi improvvisi da un momento all’altro. Quello che mi piacere ebbe vedere è ordine perché nei momenti in cui rischi di perdere di mano la partita l’ordine è determinante. La sconfitta col Milan? Nello sport e nella vita in generale è questione di priorità. Penso che se questo fosse accaduto nella prima parte della stagione la priorità era andare alla ricerca della cause del blackout, siccome è avvenuto nella seconda parte della stagione e non ci sono tempi lunghi la priorità diventa fare in modo che incida in maniera negativa il meno possibile. Quindi bisogna subito guardare avanti e non indietro. Chiellini e Alex Sandro? Sono due situazioni completamente diverse. Alex Sandro ha fatto stop di 10 giorni per un infortunio quindi la fase di rientro in gruppo è molto più veloce. Giorgio ha fatto un percorso purtroppo diverso perché dal 30 agosto poi gli allenamenti con la squadra sono stati pochi con lunghi periodi di rieducazione. Qualche problemino dopo la sosta perché chiaramente dopo mesi di rieducazione starne altri due fermo in casa gli ha comportato qualche problematica nel momento della ripresa. È un giocatore che negli ultimi 11 mesi è riuscito ad allenarsi pochissimo con il gruppo. Il suo è un recupero più lungo per forza di cose. Dopo la sostituzione ho parlato con Higuain? Perché era arrabbiato? Non lo so, non ci ho fatto neanche caso sinceramente. Non mi sembra fosse arrabbiato per il cambio, lui era convinto di poter fare 55-60 minuti e ne ha fatto qualcuno in più. Era logico che dovesse andare alla sostituzione in questo momento. Sta meglio, ha fatto una partita di livello dignitoso soprattutto nel primo tempo. È riuscito a venire incontro e a farci giocare diversi palloni e ad aiutarci nelle uscite dalla nostra metà campo. Chiaramente non è al massimo della condizione, ma rispetto a due settimane fa l’ho visto in crescita".






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