Juventus, parole Bremer al vetriolo: "Compagni si nascondono, hanno paura. Non li porto in braccio"

Le dichiarazioni del difensore bianconero fanno molto rumore dopo lo 0-3 contro la Lazio, suscitando la reazione piccata di Spalletti a Sky.
Gleison Bremer fa discutere con parole forti dopo Juventus-Lazio. La sconfitta per 0-3 allo Stadium pesa ed il difensore bianconero non si nasconde, quando invitato dai giornalisti di Sky Sport a dire la sua sul momento vissuto dalla squadra di Luciano Spalletti.
Bremer: "Peggiore Juve della stagione. Poco concreti"
"Peggiore prestazione della stagione? Sì. Abiamo fatto una brutta partita e stiamo un po' male, come è normale che sia. Siamola Juve e dobbiamo pensare subito alla prossima gara e ripartire. Non c'è tempo. Che spiegazione mi do? Giochiamo bene, abbiamo fatto il nostro fino al loro gol... Abbiamo avuto opportunità e questo ci porta delusione. Dobbiamo concretizzare. Agli avversari basta un'occasione per segnare. Dobbiamo mettere a posto varie cose".
Juve, Bremer punge i compagni: "C'è chi ha paura e si nasconde"
E ancora: "Al di là di ciò che ci chiede l'allenatore, noi calciatori non mostriamo la giusta personalità in campo? Chi va in campo siamo noi, ma siamo undici titolari più i cinque che entrano dalla panchina. Io non posso prendere in braccio tutti... Do una mano, parlo, ma ognuno ha il suo carattere. Arrivo fino ad un certo punto. C'è chi, quando sente i fischi, si nasconde e ha paura. Abbiamo tanti giovani e giocatori arrivati da poco. Non siamo la Juventus di qualche anno fa: anche quello pesa. È qualcosa con cui dobbiamo convivere. Molti di fianco a me non hanno personalità? Sì, ma non punto il dito. Ognuno ha il suo carattere, c'è chi si nasconde ed ha un po' di timore...".
Spalletti risponde piccato a Bremer dopo Juve-Lazio
Fabio Caressa, a Sky Calcio Club, ha poi chiesto a Luciano Spalletti un commento alle parole del suo calciatore: "Bremer dice che qualcuno si nasconde? Bremer deve rispondere, è bene che faccia delle analisi ma lui è dentro la partita di stasera come ci sono io e come ci sono gli altri. Individualmente bisogna parlare di noi stessi prima, di quello che facciamo noi singolarmente, di parlare della squadra. Nella mia analisi io, per la conduzione di tutto ciò che ci ha portato a fare la prestazione di stasera, devo farmi delle domande e trovare delle risposte, sennò sarebbe tropo facile incolpare gli altri e altre cose".








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