Juventus-Napoli, Chirico: "Gravina voleva la rielezione, guai a far arrabbiare De Laurentiis"

Il giornalista di fede bianconera, Marcello Chirico, è tornato a parlare della sentenza del CONI sul caso Juventus-Napoli.
Marcello Chirico, giornalista di dichiarata fede juventina, nel suo editoriale per ilbianconero.com si è soffermato sulla sentenza del CONI sulla gara mai disputata tra la Vecchia Signora e il Napoli: "Dopo aver letto le motivazioni del Collegio di Garanzia in merito alla decisione di far rigiocare questa partita, mi sono sempre più convinto che la sentenza del Coni sia una decisione abnorme, frutto di giochetti politici che, però, sembra andar bene a tutti: ai diretti interessati, alle istituzioni, ai media. Lo dimostra l’assordante silenzio generale, lo conferma ancora di più l’atteggiamento della Federazione, giratasi dall’altra parte per non guardare. È come se uno assistesse in presa diretta ad una rapina in banca e, anziché chiamare la Polizia, scappasse".
"Proprio quello che ha fatto il presidente Gravina, molto più concentrato in queste ore sulla propria rielezione anziché preoccuparsi di un protocollo anticovid strappatogli davanti alla faccia, prima da De Laurentiis e poi da Frattini. Non escludo che il suo atteggiamento pilatesco sulla sentenza Coni sia stato funzionale all’imminente voto federale. Ovvero, far finta di nulla in modo da non perdere voti per strada. Solo Aurelio De Laurentiis, con Napoli e Bari, vale per due, quindi meglio tenerselo buono. Ci vuole poco per dedurre che la decisione del Coni sia stata la classica fregatura messa in piedi con assoluta maestria. Basta leggere appunto le motivazioni della sentenza, seppur scritte nel peggior burocrotase possibile e infarcita pure da frasi in latino in modo da mescolare meglio le carte (anche questo rientra nella tattica). In pratica il Collegio ha spiegato com’è possibile aggirare in modo assolutamente legale il protocollo utilizzando furbescamente la circolare ministeriale del dicastero della Salute datata 18 giugno 2020, quella che prevede l’esecuzione dei tamponi il giorno prima di una gara da parte delle società sportive e permettere così di scendere in campo ai soli negativi, ma al tempo stesso consente pure di non farlo, mettendo sullo stesso piano di un cittadino qualunque anche i giocatori. Come hanno fatto appunto le ASL napoletane, le quali si sono sentite autorizzate ad utilizzare misure più restrittive anche nei confronti dei calciatori partenopei. Questione di commi, e quindi di arzigogoli burocratici", ha concluso Chirico.






Napoli, altro infortunio! C'è un'urgenza sottovalutata
Napoli-Celta Vigo: 1-1, gol e highlights. Rete di Di Lorenzo, errore Meret
Dalla Juventus al Napoli: idea clamorosa da 30 milioni per il centrocampo
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it

