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Juan Jesus ricorda le Olimpiadi del 2012: "Eravamo fortissimi. Ochoa? Non voglio più vederlo!"

Il difensore brasiliano ha raccontato la sua esperienza durante le Olimpiadi del 2012 con la maglia del Brasile.


Alessandro SepeAlessandro SepeDirettore responsabile

13/04/2025 09:29 - Interviste
Juan Jesus ricorda le Olimpiadi del 2012: Eravamo fortissimi. Ochoa? Non voglio più vederlo!
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Juan Jesus nella sua lunga intervista nel podcast Drive&Talk ha parlato anche della sua esperienza vissuta nel 2012 alle Olimpiadi di Londra. "Il sogno di ogni sportivo è partecipare alle Olimpiadi? Le ho fatte a Londra nel 2012, è stata un'esperienza bellissima, alla cerimonia non siamo andati perché giocavamo il giorno dopo, non stavamo nemmeno nel Villaggio olimpico perché poiché ci dovevamo spostare a Manchester, a Newcastle, stavamo sempre in un albergo diverso".

Il giocatore ha proseguito: "Siamo stati due giorni nel Villaggio Olimpico ed è come se fosse una vacanza, c'è la sicurezza e poi è tutto aperto e vai dove vuoi, magari stai mangiando e passa LeBron James, passano i campioni del nuoto, è come se fosse una vacanza del mondo tutti insieme e quindi la nazionale di calcio ha scelto di non andare. Magari c'è quello del tiro con l'arco che ha perso la prima giornata ma resta là, si può restare finché finisce l'Olimpiade e magari è già in vacanza, là fanno feste, è un villaggio, è una bella esperienza. Per me è stato bello perché comunque sono arrivato in finale. Abbiamo perso contro il Messico. E' una bella esperienza, per ogni partita c'è una cerimonia".


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Poi ancora: "Abbiamo fatto la finale a Wembley e c'erano 96mila persone, quindi era una cosa bellissima, a ricordarlo mi viene anche la pelle d'oca, l'Olimpiade è stata proprio bella. Medaglia d'argento e non d'oro? L'abbiamo vissuta male perché eravamo più forti, nella nostra squadra c'era Neto della Fiorentina, Rafael del Manchester United, Thiago Silva, me, Marcelo, a centrocampo c'era Sandro che all'epoca stava al Tottenham".

"Thiago Silva è troppo forte! C'erano Neymar, Hulk, Lucas, Pato, Ganso, eravamo la nazionale più forte, ma il Messico ha fatto due tiri in porta e abbiamo perso, siamo rimasti delusi perché l'aspettativa era alta. C'era anche Oscar a centrocampo, abbiamo fatto 20 tiri in porta, c'era Ochoa. Dopo averlo visto a Salerno ho detto: 'ma io non lo voglio proprio vedere!', ha parato tutto! E' sempre una medaglia, rimane lì per la storia, hai perso una finale ma hai vinto comunque una medaglia, quello è importante", ha concluso.


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Alessandro SepeAlessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.

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