Jacobs: "Ho paura dell'aereo. Razzismo? Mai. Il mio problema era non avere papā"

Le parole dell'atleta al Corriere della Sera: "Ho paura dell'aereo, guardo sempre lo stesso film per esorcizzare. Non vidi il messaggio di Bolt, ne ho ancora da leggere".
Marcell Jacobs, oro olimpico nei cento metri nella staffetta 4×100, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del Corriere della Sera. Queste le sue parole: "Ho paura paura di volare. Nel 2017 vado in America: mondiale di staffette alle Bahamas, e stage a Phoenix. Ma ho un dolore al ginocchio che non mi fa correre. Viaggio di ritorno allucinante: Nassau-Charleston-Phoenix-Los Angeles-RomaTrieste. Sempre maltempo, vuoti d’aria tipo montagne russe. Da allora ho paura di volare".
Il messaggio di complimenti di Bolt: "Non l'ho letto subito. Le faccio vedere i messaggi che ho ricevuto dopo l’oro. Questi sono solo i direct che arrivano su Instagram dai profili verificati, con la spunta blu. Molti devo ancora leggerli adesso. Ma guarda! Mi hanno scritto pure Facchinetti e Barella, quello della Nazionale, e io non lo sapevo… Il messaggio di Bolt però l’avevo trovato, e gli ho risposto subito: Usain scusa il ritardo…".
Razzismo: "Mai avuto problemi. Non saprei raccontarle un solo episodio negativo legato al colore della mia pelle. Semmai, quando mi facevano disegnare la mia famiglia, ero l’unico che disegnava solo la mamma. Il problema è che mi mancava mio padre. Poi mi sono abituato, e non ci ho pensato più. Dal restarci male sono passato alla mancanza di sentimento: papà non c’è, e basta. Mia madre Viviana ha trovato un nuovo compagno, e nel giro di due anni sono nati i miei fratelli, Niccolò e Jacopo".






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