Ira Berardi, Iannicelli: "Il calcio non è dei tifosi e le ingiurie non possono restare impunite"

Domenico Berardi non ha trattenuto la sua rabbia dopo essere stato insultato da un tifoso. Ne ha parlato Peppe Iannicelli in un articolo.
Nel dopo partita di Modena-Sassuolo, Domenico Berardi è finito nel mirino di un fan che ha insultato l’atleta ed i suoi familiari. La tensione è arrivata alle stelle. Berardi ha tentato di farsi giustizia scatenando un parapiglia già diventato virale. Ne ha parlato Peppe Iannicelli su Optimagazine. Questo è il titolo: "Berardi reagisce agli insulti di un tifoso. Criticare è lecito, offendere è da infami. Il calcio non è dei tifosi e le ingiurie non possono restare impunite".
Ecco quanto si legge all'interno del pezzo: "Berardi ha deciso di scusarsi per la reazione pur rimarcando la gravità delle offese ricevute. Insulti, quelli indirizzati a Berardi, che investivano la sfera personale e familiare; non il suo rendimento sul terreno di gioco. Un gesto serio e distensivo al quale non hanno però fatto seguito le scuse del tifoso per le offese gravissime vomitate su Berardi. I tifosi violenti godono di impunità e possono vomitare insulti personali, familiari, razziali, etnici, geografici sapendo di farla franca. E se qualcuno come Berardi prova a reagire viene persino tacciato di scarsa professionalità. Come se nel lavoro di un’atleta fosse anche contemplato il dovere di farsi insultare senza reagire. E’ tempo di porre rimedio a questa situazione incresciosa. Chi insulta deve esser punito, tifoso o meno che sia. Chi insulta deve esser allontanato dagli stadi e dal calcio per evitare che episodi come quello di Berardi possano allontanare ancora di più la gente perbene dagli spalti".








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