"Ingegnere, è morto Diego", Ferlaino: "Sono distrutto, non ti ho mai detto: ti voglio bene!"

Emozionante intervista a Corrado Ferlaino che racconta i suoi tanti anni vissuti al fianco di Diego Armando Maradona.
"Ingegnere, è morto Diego", con queste brevi parole ieri hanno annunciato a Ferlaino la scomparsa di Diego Armando Maradona. "Non sono un uomo che piange. Però, ecco...ora sono distrutto". La voce dell'ex presidente del Napoli che nella torrida estate del 1984 ebbe la straordinaria intuizione di portare in Italia il più forte calciatore del mondo, si spezza per l’emozione. Ma è solo un attimo. Lo racconta all'edizione odierna di Repubblica: "È un giorno terribile, in un anno terribile per tutto il mondo".
Chi era Maradona per lei? "Una figura che fa parte anche della mia vita di presidente, di sportivo, di cittadino di Napoli. Maradona era un grande giocatore certamente. Ma era anche un argentino-napoletano. Ricordo il suo orgoglio quando ai Mondiali del 1990, durante la semifinale con l’Italia al San Paolo, parte dello stadio tifò per l’Argentina. Solo perché c’era in campo c’era lui".
Dell’uomo e dei suoi problemi oggi che pensa? "Avvertiva sulle spalle il peso di una città intera che lo osannava. Era un fardello più grande di lui, sopportarlo non è facile per nessuno, figuriamoci per un ragazzo. Ma quando scendeva in campo, era solo per vincere. E io voglio ricordare solo il Maradona che ha giocato nel Napoli, il resto non mi interessa".
Che cosa non è riuscito a dirgli? "Lo faccio adesso, guardi: ti voglio bene, Diego. Come te ne vorranno sempre tutti i napoletani".






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