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Improta: "Sfidai Pelè al San Paolo: gli rubai il movimento e lo usai per il Napoli"

L'ex calciatore partenopeo racconta le emozioni vissute quando affrontò O Rey, per due volte, a Fuorigrotta.


Gianluca VitaleGianluca VitaleGiornalista

30/12/2022 13:50 - Interviste
Improta: Sfidai Pelè al San Paolo: gli rubai il movimento e lo usai per il Napoli

Pelè giocò contro il Napoli allo stadio San Paolo. Per due volte. E per ben due volte, tra i suoi avversari, c'era Gianni Improta: "Sono un privilegiato, ho toccato con mano le esibizioni dei grandi di un tempo. Ho giocato anche contro Johan Cruijff. Quando li vedevi esibirsi sotto i tuoi occhi, restavi senza parole dinanzi a tanta bellezza" ricorda l'ex calciatore a Radio Marte. Intervistato dagli speaker del programma Marte Sport Live, l'ex centrocampista racconta: "Ho avuto il piacere e l'onore di giocare con il più grande del suo periodo e, forse, di tutti i tempi; ma a me i paragoni non piacciono: non è giusto, perché Pelè, Maradona ed altri sono stati unici nel loro tempo. Pelè, per quanto mi riguarda, rimane l'emblema".

"Da vicino - prosegue Improta - l'ho osservato da avversario e l'ho sfidato con ammirazione: lui nel Santos, io nel Napoli... Costituzionalmente parlando, aveva il baricentro basso, tipico dei grandissimi di tutti i tempi, come Messi e Maradona, e riusciva a fare ciò che noialtri non riuscivamo a fare. Aveva un senso dello smarcamento incredibile e che, io, vi dirò, ho copiato da lui ed usato in carriera". Sapete cosa faceva? Faceva movimento e contromovimento, fingendo di andare in altre zone per poi ritornare sul punto di partenza ed affrontare i difensori formalmente. Il compagno, di conseguenza, sapeva che doveva sempre dargli la palla sulla prima posizione".


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"Anche fisicamente - spiega l'ex Napoli - Pelè era fortissimo. All'epoca, si lavorava su carichi naturali, non da palestra. Pelè aveva un quadricipite incredibile, era una forza della natura. Quando andava a colpire di testa o a stoppare la palla col petto, poi, rimaneva una frazione di secondo sospeso in aria e, già da lì, orientava il passaggio o il tiro. Io gho accostato un altro grande del passato a O Rey: era José Altafini. Sono stati due grandissimi".


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Gianluca VitaleGianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.

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