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Ilary Blasi: "Penso a un altro figlio. La serie tv su Totti? Spalletti è l'antagonista fondamentale"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Ilary Blasi: Penso a un altro figlio. La serie tv su Totti? Spalletti è l'antagonista fondamentale

La moglie di Francesco Totti e showgirl, Ilary Blasi, ha parlato, tra le altre cose, della serie sull'ex capitano degli azzurri.


Ilary Blasi, nota showgirl, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una intervista al quotidiano Repubblica. Queste le sue parole: "Non penso all'età che avanza, anzi mi piacerebbe avere un nuovo figlio: è talmente bello il profumo dei bambini piccoli, hai addosso un’energia che ti fa sentire più giovane. Dall’altra dico che ci siamo fatti una famiglia, i figli grandi, Chanel e Cristian, non ci filano più, hanno i loro amici. Ci godiamo la piccolina, Isabel. E mi dedico al lavoro che per me è importante. Fare un altro figlio vuol dire ricominciare da capo, un po’ mi spaventa e un po’ sono combattiva, però la gravidanza mi piace. Mi faccio tante domande".


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Ilary Blasi ha poi aggiunto: "Essere moglie di Francesco Totti non è sempre stato facile per lei ancora oggi con le tante critiche piovute dopo la messa in onda di “Speravo de morì prima” in cui alcuni tifosi non hanno ritrovato il loro Totti. Molta gente voleva i sosia: in realtà è una storia che rappresenta un periodo, devi trovare il sapore. E c’era. Se è stato difficile per gli spettatori, pensi per noi. Quando sei lì a seguire una storia che è la tua vita, è normale che i primi dieci minuti provi una strana sensazione. Poi mi sono lasciata andare, ho seguito quello che accadeva e la storia è raccontata molto bene. Non sono eventi accaduti cinquant’anni fa, l’addio di Francesco al calcio è stato tre anni fa, e noi siamo ancora qui, giovani. Spalletti è fondamentale nella serie, in ogni racconto c’è un antagonista e Gianmarco Tognazzi lo interpreta in maniera perfetta. Nel momento dell'addio, io ho solo cercato di aiutare Francesco standogli vicino, era un passaggio che doveva affrontare lui. Non è facile per gli sportivi, hanno fatto sempre e solo quello, è quasi un lutto. C’è chi arriva a lasciare perché si è rotto le scatole, ma c’è chi non lo accetta e soffre".


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