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Il papà di Rachele: "A Roma ci odiano, non si può augurare la morte a una bambina di 8 anni"

Il papà della piccola tifosa del Napoli ha parlato in diretta radiofonica: "Lei si sente napoletana più che romana, ma c'è troppo odio nei suoi confronti".


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

22/04/2025 15:56 - Interviste
Il papà di Rachele: A Roma ci odiano, non si può augurare la morte a una bambina di 8 anni

Massimiliano Piga, padre di Rachele, piccola tifosa del Napoli, è intervenuto in diretta a Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport. “Ci sono più imbecilli che tifosi, purtroppo. Quando il Napoli va bene, mia figlia viene presa di mira mediaticamente sui social dai tifosi rivali. Da romano ho scoperto un popolo fantastico, che ha quasi adottato Rachele per il suo tifo per gli azzurri e per la sua passione per il Napoli".


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Poi ha rivelato: "Questo ci ha esposto ad una gogna mediatica nella città di Roma, dove quasi ci viene chiesto di odiare Napoli. Se viene fatto a me, il problema non esiste. Ma se lo fanno a mia figlia che ha 8 anni, allora diventa poco gestibile. C’è una pagina su Facebook che riporta puntualmente i video di Rachele senza alcun controllo e la sezione commenti è piena di odio. E tra questi ci sono padri, madri e addirittura nonne! Sono sbalordito, come si può insultare e augurare la morte ad una bambina di 8 anni per il suo tifo?! Per questo ho deciso di smettere, perché non riusciamo più a controllare l’odio che arriva verso Rachele".


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Poi ha aggiunto: "Supporto dalla SSC Napoli? Certo e ringrazio Politano. Mi ha contattato attraverso SpazioNapoli e abbiamo chiacchierato su Rachele. Ci ha spronato a continuare a fare video, da romano come me ci ha mostrato vicinanza. Rachele doveva essere un messaggio e mi sono prodigato tanto con l’AS Roma e la SSC Napoli per riavvicinare due piazze in passato molto vicine. Prendersi in giro fa parte del calcio, ma l’odio gratuito no. Lei si sente napoletana più che romana e a volte ho paura di portarla allo stadio, perché succedono cose strane dietro le quinte. Noi abbiamo cominciato a fare video perché parlava poco e aveva difficoltà ad esprimersi. Per me è un qualcosa che va al di là del tifo, è un’avventura cominciata su suggerimento del medico".

"Un invito a Napoli-Torino? Non ho mai chiesto alla società e mai lo farò. Abbiamo avuto la possibilità in passato, ma ho sempre pagato il biglietto e non è mai entrata a Castel Volturno. Politano ci ha chiesto più volte, ma non ne approfitteremo. La bellezza di Rachele sarebbe andare in Curva con la sua gente, senza snaturare quello che è stato fatto in questi anni. Siamo persone e tifosi semplici”, ha riferito.


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