Il "Falco" racconta: "Libero grazie a Infantino, la polizia è stata molto gentile"

Il noto invasore montesilvanese ha raccontato le ore successive al suo arresto dopo aver invaso la gara Portogallo-Uruguay.
Mario Ferri, noto come il "Falco", è stato colui che ha invaso il campo da gioco nel corso di Portogallo-Uruguay con una bandiera LGBTQ in mano e con una maglia dove sul retro si poteva leggere “Rispetto per le donne iraniane” e “Basta guerra in Ucraina". In seguito all’invasione Ferri è stato arrestato dalle autorità del Qatar ma è stato rilasciato poco dopo. Ferri nella giornata di ieri ha parlato a OndaCero in Spagna svelando alcuni retroscena sulla sua liberazione, tra cui c’è stata anche una chiacchierata con Infantino, presidente Fifa.
Ferri racconta: "Ho passato una notte difficile, non in prigione ma alla stazione di polizia del Qatar, dove sono stati comunque molto gentili. Infantino è venuto qui alle 4 del mattino e mi ha aiutato. Non avevo mai incontrato Infantino che ieri notte mi ha detto ‘ancora tu, perché? Il Qatar è molto pericoloso per te’. Gli ho detto che i messaggi che volevo mandare erano molto importanti per me".
"Mi piace fare invasione e buttarmi nel mezzo di questi match importanti (lo aveva già fatto 12 volte in precedenza, anche in Champions in una sfida tra Milan e Real Madrid n.d.r.), chiaramente sempre con buone intenzioni e con messaggi positivi come quelli di ieri", ha riferito l'invasore nativo di Montesilvano.






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