Il dramma di Bagni: "Sequestrarono la salma del mio piccolo Raffaele. Sapete quanto ci chiesero?"

Salvatore Bagni ha raccontato alcuni retroscena inediti relativi al sequestro della salma del suo piccolo Raffaele morto in seguito ad un incidente.
Salvatore Bagni, nell'intervista che ha rilasciato qualche settimana fa al Corriere della Sera, ha rivelato il brutto episodio della scomparsa del suo piccolo Raffaele, che non aveva compiuto ancora tre anni, che morì in seguito ad un incidente nel 1993: "Eravamo tutti e cinque in macchina, guidava mia moglie".
Poi aggiunge: "Stavamo andando pianissimo, a 38 km/h. Un’auto non rispettò lo stop e andammo a sbattere contro un muretto. È stata fatale l’apertura dell’airbag. In quel momento ce l’avevo in braccio e non sedeva dietro perché era stato appena allattato e temevamo che potesse vomitare. Noi genitori abbiamo cercato di restare vicini ai suoi fratelli, affidandoci a degli psicologi anche per quello che è successo dopo".
La salma venne trafugata in seguito e gli chiesero anche un riscatto per restituirla: "Ce l’hanno portato via per la seconda volta. Saranno stati almeno in quattro a scavalcare il cancello e a entrare in quel cimitero, prelevando la bara dall’alto. Sapete quanto ci chiesero? 300 milioni di lire, anni dopo un procuratore ci disse che probabilmente sarebbero serviti per finanziare il sequestro Soffiantini". Ha rivelato Bagni.






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