Igor Protti: "Amo Napoli: il golfo ti apre il cuore. Ricordo un episodio bellissimo. Spero nello scudetto"

L'ex attaccante del Napoli, in passato capocannoniere del campionato italiano di Serie A, Igor Protti, ha parlato ad AreaNapoli.it.
Igor Protti è rimasto nel cuore di tantissimi sportivi italiani e non solo per i suoi 231 goal in tutte le Serie, dalla A alla C. Figlio di una epoca in cui esistevano ancora le bandiere, personaggio dotato di uno spessore umano fuori dal comune, è rimasto legatissimo a tutte le squadre nelle quali ha militato. Per questo motivo, pur essendo nato a Livorno, ha ricevuto prima la cittadinanza di Livorno e poi quella di Bari. In campo era un trascinatore, negli allenamenti il primo ad ad arrivare e l'ultimo ad andare via. A Napoli è rimasto solo una stagione, ma i tifosi azzurri lo ricordano con grande affetto. L'ex capocannoniere della Serie A, Igor Protti, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AreaNapoli.it ripercorrendo la sua avventura nel capoluogo campano.
Sa che ha lasciato un bel ricordo tra la gente di Napoli nonostante abbia vestito solo una stagione con la maglia azzurra
"Lo so e ne sono onorato. Arrivai a Napoli con grandissimo entusiasmo, avevo tante aspettative. Quella napoletana è una piazza enorme, dotata di una passione anche difficile da descrivere. Mi sarebbe piaciuto restare a Napoli per tanto tempo, sono stato benissimo in questa meravigliosa città".
Perché si sente così legato a Napoli?
"Per due caratteristiche su tutte. In primo luogo sono nato in una città di mare e Napoli è la città di mare per antonomasia. Il golfo di Napoli ti apre il cuore, quel panorama mi riscaldava il cuore. In secondo luogo ho giocato tanti anni al Sud e ho avuto sempre un bel rapporto con i meridionali. Purtroppo, quando arrivai a Napoli, il momento non era dei migliori per la società".
C'è un retroscena, un aneddoto relativo alla sua avventura a Napoli che ricorda con particolare gioia?
"Non dimentico quando, con il Livorno, andammo a giocare a Napoli. Il pubblico intonò un coro per me, fu una cosa bellissima. E poi ancora, quando smisi di giocare, in una partita per l'Unicef i tifosi mi tributarono un lungo applauso".
Cosa hanno di speciale i supporters azzurri?
"Sono molto intelligenti, riescono a smaltire la rabbia del momento, riescono a riconoscere chi dà tutto in campo. Se dai tutto te stesso non sarai mai fischiato".
Eppure c'è chi dice che la troppa passione possa avere anche una incidenza negativa sui calciatori, mettere troppa pressione
"Io credo che questo dipenda dal carattere del singolo calciatore. Le parlo di me. Io amo le piazze calde, passionali, sono una spinta in più. La passione di piazze come quella di Napoli erano uno stimolo per me a fare sempre meglio. Ma non escludo che altri calciatori possano sentire troppo la pressione".
Intanto il "suo" Bari punta al ritorno in Serie B
"Bari è una città che amo, sono stato lì quattro anni. Spero torni in Serie B, ma il campionato cadetto deve essere solo un punto di partenza. L'habitat del Bari deve essere la Serie A".
Un suo augurio per il Napoli
"Seguo il Napoli con attenzione. Sono rimasto legatissimo alla città e ai tifosi, spero possa arrivare presto questo attesissimo scudetto. So che per scaramanzia sarebbe meglio non pronunciare tale parole, ma ormai l'ho fatto. Il Napoli è da tempo nelle primissime posizioni della classifica, ora l'asticella deve essere alzata. Speriamo sia la volta buona...".
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