Iannicelli: "Napoli ha ancora dei mali. Garcia, hai costruito tu i nemici con i cambi cervellotici"

Peppe Iannicelli, giornalista, ha commentato la vittoria del Napoli contro il Verona nel corso del suo intervento ai microfoni di Canale 21.
Peppe Iannicelli, giornalista, è intervenuto ai microfoni di Canale 21, nel corso di 'Campania Sport', e ha commentato il successo del Napoli contro il Verona al Bentegodi: "Sarei molto prudente dal dichiarare guarito il Napoli. Credo che abbia dei mali che anche la parte finale della gara col Verona ha evidenziato. La cosa più evidente è che si è tenuta viva una partita che il Napoli, invece, avrebbe dovuto chiudere completamente. Si sono concessi troppi spazi ad un avversario, che onestamente è molto inferiore al cospetto del Napoli. Queste cose, ad esempio in Champions, puoi permettertele fino ad un certo punto perché rischi di pagare dazio come rischi di pagare dazio in Portogallo".
Ha, poi, evidenziato: "Che la tensione covasse, e neanche sotto la cenere, l’ha dimostrato la conferenza stampa della vigilia di Verona-Napoli. Conferenza giocata tutta sul filo dei nervi, altro che sull’orlo di una crisi di nervi. Garcia ha deciso di scegliere la tattica del nemico-amico. Stia bene attento, perché probabilmente i nemici se li è costruiti lui con qualche cambio cervellotico e una gestione che evidentemente non funziona e non ha funzionato se tre giocatori lo hanno mandato palesemente a quel paese. Significa, che probabilmente, ad un certo punto ha perso il controllo dello spogliatoio".
"Detto ciò si gioca, a Verona il risultato era estremamente importante, il Napoli si porta a casa tre punti. Berlino e la gara contro il Milan ci diranno se il malato, la cui febbre da Verona comincia a scendere un po’, potrà passare dalla sala di rianimazione alla corsia. Perché poi non venitemi a dire che sia normale che si parli dopo una vittoria col Verona di partita storta, di momento chiave della stagione e che i campioni d’Italia siano giù così distanti dallo scudetto essendo con l’Inter la squadra più forte del torneo. Non è tanto Verona e gli ultimi 15 giorni, ma tutto quello che non è stato fatto prima, con risultati al di sotto di ogni più pessima aspettativa e prevedibilità”.








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