Iannicelli contestato sui social: "Ricordate cosa diceva sulla Juventus? Ora fa il contrario"

Peppe Iannicelli si è confrontato ieri in diretta a Canale 21 con i colleghi Manuel Parlato e Ciro Troise sulla quesitone Ultras.
Dopo l'animato confronto a Canale 21 tra Manuel Parlato e Ciro Troise da un lato, e Peppe Iannicelli dall'altro sulla questione Ultras (clicca qui), tante le reazioni sui social. Sulla pagina La Napoli bene, a firma di Peregrino Fernandez, si legge: "Durante i 9 anni di dominio Agnelli in tanti dicevamo che c'era qualcosa di evidentemente deviato, perché non era possibile che vi fossero così tante e metodiche decisioni sbagliate pro-Juve. Il buon Peppe Iannicelli, quando sentiva queste tesi, diceva placidamente che si trattava di mere illazioni e che se qualcuno avesse avuto notizie concrete in tal senso si sarebbe dovuto recare alla Procura della Repubblica per esporre denuncia".
Poi ha aggiunto: "Lo stesso Iannicelli, viceversa, parlando della contestazione dei gruppi alla società, ha tenuto un approccio radicalmente diverso affermando che solo degli interessi economici avrebbero potuto spiegare un simile conflitto. Fortunatamente in collegamento c'erano due Giornalisti che gli hanno fatto notare un paio di aspetti: innanzitutto che se avesse saputo qualcosa di concreto avrebbe dovuto esporlo in termini circostanziati, senza sparare nel mucchio e senza far passare le sue opinioni per cronaca; in secondo luogo che l'ultimo comunicato della Curva A era volto a criticare la scelta societaria di non proporre più il pacchetto biglietto+viaggio".
"Ora, tralasciando l'impostazione di Iannicelli che si commenta da sola, mi interessa il merito della vicenda. È vero che chi c'è sempre in trasferta non ha più "diritti" di chi non c'è mai, ma dovrebbe averli, si chiama fidelizzazione. Vi sembra una pretesa assurda? Sappiate che tanti club al mondo adottano queste politiche, è una forma di rispetto per i tifosi (roba da matti, ora ci mettiamo anche a rispettare il tifoso, dove andremo a finire?), ma è anche una tutela per la squadra: se c'è chi sostiene, e non chi non è abituato a cantare, chi gioca ha uno stimolo in più. Stimolo in più che di per sé non garantisce nulla, ma è un elemento probabilistico".
Infine ha concluso: "La Curva A, per il tramite di un rappresentante, ha dato chiari segnali distensivi, il successivo comunicato esprime una più che comprensibile amarezza e non ci si aggrappi ai due cori (cantati anche dai padroni di casa) tra i mille cantati al Via del Mare. La società cosa intende fare? Ci mancano 4 vittorie per diventare matematicamente campioni d'Italia e mercoledì c'è uno storico quarto di Champions. Mi sembra proprio il caso di finirla".








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