Grosso spiazza tutti: "Del mio rigore a Berlino non amo parlare! Mi facevo una domanda"

"Gli italiani credevano che io fossi diventato Cabrini, Facchetti o Maldini di colpo", ha raccontato l'ex terzino di Inter e Juventus.
Fabio Grosso, ex difensore di Palermo, Inter e Juventus, ma soprattutto Campione del Mondo con l'Italia nel 2006 e attuale allenatore del Sassuolo, oggi su La Repubblica: "Non amo parlare delle cose ma farle. Ho smesso di giocare staccando tutto, ho spento di colpo".
Ed ha aggiunto: "Qualcuno scriveva: Grosso vuole ritirarsi, e io l’avevo già fatto da sei mesi. Talmente in punta di piedi che non se ne accorsero. Gli italiani credevano che io fossi diventato Cabrini, Facchetti o Maldini di colpo. E io cosa pensavo? Io no. Mi chiedevo cosa ci facesse un dilettante arrivato a poco a poco tra i professionisti, partito da un livello tanto basso, in mezzo ai campioni veri".
"Non ero convinto delle mie qualità per stare lì, però sapevo come starci. Non ero Cabrini o Paolo Rossi, non ero Schillaci ma tutti si aspettavano che lo fossi. Per questo, non amo parlare del mio rigore a Berlino: è un pezzo del percorso. Al debutto in A, a San Siro contro l’Inter stavo per segnare il gol del pareggio al novantunesimo: palo. Poi, contropiede dell’Inter, io faccio fallo e vengo espulso. Potevo crollare, in qualche modo sono rinato", ha concluso.








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