Gravina: "Creeremo una accademia federale". Il presidente della FIGC lancia un nuovo progetto
Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha lanciato un nuovo progetto nel corso del suo intervento nella sede della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

C'è un momento in cui le parole provano a diventare visione. La presentazione del nuovo progetto tecnico del settore giovanile da parte di Gabriele Gravina, nella sede della FIGC, va letta proprio così: un tentativo di rimettere ordine e prospettiva in un sistema che da anni cerca nuove certezze.
Le dichiarazioni di Gravina sul calcio italiano
Gravina ammette che serviva cambiare e guardare fuori dai confini: "Questo è un lavoro che ha comportato diversi mesi di impegno - spiega nella Sala Paolo Rossi il presidente Gravina - per ottimizzare al meglio le nostre idee, cercando di calare nella realtà una serie di soluzioni che per una serie di ragioni si sono necessarie. Sono state rilevate delle criticità nel corso di un’attenta disamina con visite organizzate dal settore giovanile e dal settore tecnico. Tutto questo nasce da un’esigenza di confronto con realtà estere e per non essere contaminati da un nostro giudizio interessato abbiamo dato incarico a un’importante società per confrontare la nostra federazione con le altre. Abbiamo pensato dopo questi riscontri ottenuti di completare il nostro progetto per avviare una nuova valorizzazione di quelle che noi chiameremo radici azzurre".
Gravina lancia un nuovo progetto
Qui c'è il cuore del progetto, ovvero meno tattica precoce, più sviluppo del talento: "Vogliamo creare un’officina del talento italiano, la nostra federazione è l’unica che non ha mai avuto un direttore tecnico e abbiamo pensato di attivare un nuovo organigramma con un coordinamento tecnico, pur rispettando le autonomie dei relativi consigli all’interno del settore giovanile, del settore tecnico e del club Italia. Creare un linguaggio comune tra queste tre categorie è importante. Creare questa officina del talento ci permetterà di superare alcune criticità, a cominciare da un iper-tatticismo. È legittimo che i club pensino ad allenare la squadra e a lavorare tatticamente, ma così si rischia di perdere i giovani ed è compito della federazione non perderli".
"La soluzione è lanciare una nuova idea di accademia federale, che non va confusa con un centro federale. Questa accademia dovrà diventare un centro per sviluppare i giovani, ma non si vorrà in alcun modo sostituire il ruolo dei club. Dovremo poi impegnarci a superare il concetto di 'RAE' (Relative Age Effect), si rischia di sfavorire chi è nato negli ultimi mesi di un’annata e stiamo lavorando all’ipotesi di una creazione di un algoritmo che possa sviluppare il ragazzo in base all’età biologica e non anagrafica".
Gravina chiede impegno, sacrificio e finzanza
Senza risorse, però, ogni progetto rischia di restare solo teoria: "Un’altra ipotesi su cui riteniamo bisogna intervenire è il ruolo del maestro di calcio, su questo pensiamo di poter incidere anche sulla qualità di formazione dei nostri talenti. Tutto questo richiede impegno, sacrificio e finanza. Su questo espongo una mia particolare sensibilità nel sottolineare come sia fondamentale che la federazione assolva il proprio compito ed elabori questo tipo di iniziative. Abbiamo però bisogno di un supporto oggettivo di chi ha responsabilità all’interno del nostro paese e mi riferisco al Governo. Nella maggior parte degli altri paesi si è attivato il meccanismo della tutela del diritto della scommessa, è fondamentale rispettare una direttiva dell'Unione Europea che garantisce il diritto d’autore sulle scommesse degli eventi sportivi".
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