Gravina a Napoli: "Il calcio rischia un'implosione devastante. Dobbiamo rifondare tutto"
Il presidente della FIGC, dall'Università Luigi Vanvitelli, ha lanciato un grido d'allarme, richiamando tutti alla correttezza dei bilanci.

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha rilasciato alcune dichiarazioni in occasione della presentazione di un nuovo corso di laurea dell'Università Vanvitelli di Napoli dedicato allo studio delle regole giuridiche del mondo del calcio: "I bilanci di una società di calcio devono essere più corretti di quelli della società civile, perché bisogna essere un esempio. Il sistema delle regole fa parte del sistema economico. L'etica è una condizione necessaria e fondamentale nel mondo del calcio, dello sport e della pratica. Questi mondi hanno in comune una stretta adempienza alle regole, che servono ad assicurare una capace organizzazione. Deve esserci una stretta comunione di intenti. Il mondo del calcio sembra così distante dal nostro, ma non lo è".
Gravina ha poi aggiunto: "Dobbiamo invertire il concetto di 'noma'. La politica deve capire che esiste il mondo dell'industria del calcio che merita considerazione e rispetto. Non è più consentito svilire. Il mondo del calcio si sta svegliando e reagendo. Tanti giovani sono tesserati da squadre di calcio. Versiamo oltre un miliardo annuo nella casse dello stato. Siamo una vera e propria industria. Ci rivolgiamo a numerosi settori merceologici diversi. Quando il calcio grida aiuto, e non assistenzialismo, lo fa per rivendicare un suo posizionamento corretto nel paese. Lo fa a ragion veduta, perché siamo in un momento di crisi, di transizione".
"La crisi dialettica è generata da un effetto all'interno di un sistema di organizzazione che ha in sé i germi per reagire. La rivoluzione americana, quella francese e quella russa ce lo insegnano. La crisi antropica, invece, si ha per un collasso come per il Muro di Berlino o l'Impero Romano. Ecco, abbiamo bisogno di trovare un nuovo senso. Non si esce dalle crisi antropiche con poco, serve un cambio totale di direzione. Se non si cambia direzione, avremo un effetto implosivo devastante".
"Se pensiamo che tutto si risolva aumentando i ricavi ed il valore della produzione, beh, sbagliamo, perché non è sufficiente. Questa è l'anticamera del fallimento. C'è chi parla di riforma dei campionati, ma va rifondato tutto il calcio. Dobbiamo guardarci in faccia ed essere coerenti: visionari, sì, ma mantenendo presente il grande senso di responsabilità. Non si può più considerare soprattutto l'interesse del singolo: dobbiamo privilegiare l'interesse di tutti. Serve una rivoluzione culturale".
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