Grassani: "Caso plusvalenze: vi spiego perché c'è la Juventus e non il Napoli"

Mattia Grassani, avvocato esperto in diritto sportivo, ha parlato delle ultime vicende giudiziarie che hanno toccato la Juventus citando anche il Napoli.
L’avvocato esperto in diritto sportivo, Mattia Grassani, nella sua intervista al Corriere dello Sport, ha parlato del caso Juventus relativo alle plusvalenze e del ricorso della Procura Federale: "Si tratta di un ricorso per revocazione, ossia dell’unico strumento che consente la riapertura di un procedimento u cui si è formato il giudicato. Si tratta di circostanze straordinarie quali l’emersione della falsità di prove utilizzate nel giudizio, l’omissione di fatti decisivi ai fini della decisione sopravvenuti dopo il processo o che non potevano essere conosciuti, un errore di fatto commesso dal giudice. Nelle 106 pagine del ricorso, la Procura Federale ha riproposto stralci del materiale trasmessogli dalla procura di Torino, sostenendo che, ove gli elementi emersi dall’indagine penale fossero stati conosciuti agli organi di giustizia, il procedimento avrebbe avuto un esito diverso".
Quindi in sostanza è stato riproposto il contenuto dell’atto di deferimento originario?
"Rispetto al procedimento originario mancano Napoli e Chievo, così come i loro dirigenti, perché le operazioni contestate ai due club non interessavano la Juventus. L’elemento di novità è che la procura ritiene di aver rinvenuto la prova che i valori attribuiti ai giocatori non fossero ancorati esclusivamente a valutazioni tecnico-sportive, ma assolvessero alla finalità di “aggiustare” i bilanci. Consiste, ovviamente, nelle intercettazioni".






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