Gnut: "Troisi e Murolo i miei riferimenti. Napoli, mi sono ricreduto: Di Lorenzo è il top"

Claudio Domestico, meglio conosciuto come Gnut, ha rilasciato alcune dichiarazioni ad AreaNapoli.it soffermandosi anche sul calcio.
Gnut, all'anagrafe Claudio Domestico, è un cantautore napoletano apprezzatissimo dalla critica e con un consenso popolare sempre crescente. Unisce la tradizione cantautorale italiana con la musica classica partenopea. L'eclettico songwriter ha rilasciato alcune dichiarazioni ad AreaNapoli.it parlando, tra le altre cose, del suo ultimo disco "Nun te ne fa". Nell'album ci sono tante collaborazioni importanti, come quella con il poeta punk Alessio Sollo: "Questo è un disco che ho iniziato a scrivere circa otto anni fa. Ci sono due canzoni in italiano ed otto canzoni in napoletano nate dalla collaborazione con Alessio Sollo che è iniziata dopo poco. Ho messo da parte in questi anni le canzoni che mi avevano emozionato di più mentre le scrivevo. Con questo lavoro prodotto da Piers Faccini inizio un percorso discografico in Francia ed è un onore per me condividere questo progetto con Alessio, Piers, Michele Signore, Simone Prattico e Ilaria Graziano. Ho avuto anche il grandissimo piacere di avere come ospiti su un pezzo Luca Rossi alla tammorra e Fausta Vetere della “Nuova Compagnia di canto popolare".
Ho avuto il piacere di ascoltare diversi tuoi brani e noto una attenzione particolare ai testi. Quanto sono importanti le parole come veicolo di messaggi anche importanti e non riempitivi?
"La cosa che amo della forma canzone è proprio l’equilibrio miracoloso tra testo, melodia, ritmo e armonia. Cerco di dare sempre a tutti questi fattori lo stesso peso. Ma sono convinto però che una canzone con una bella melodia ma che non dice niente sia meno interessante dell’inverso".
Come "nasce" una tua canzone e come avviene il tuo processo di scrittura?
"Quando ho iniziato a scrivere canzoni mi sono affidato completamente all’istinto. Con il passare degli anni per evitare di ripetermi ho iniziato a sperimentare diversi approcci. Quindi non ho un modo unico. La cosa indispensabile però è sempre l’ispirazione poi un modo per far uscire tutto il resto si trova sempre".
Quali sono i tuoi riferimenti artistici?
"Ho iniziato a suonare a metà anni ’90 nel pieno dell’esplosione del grunge. Le mie prime esperienze avevano quel tipo di sonorità. Poi mi sono appassionato al folk inglese di Nick Drake e John Martyn, I Beatles, Elliott Smith, il blues del delta del Mississippi, la musica africana del Mali e poi alla canzone classica napoletana (soprattutto nelle interpretazioni straordinarie di Roberto Murolo). Ma i miei riferimenti non sono solo musicali quindi mi sentirei di citare anche John Fante, Jim Jarmusch, John Lennon, John Belushi e Massimo Troisi".
Siamo una testata giornalistica sportiva, non posso non chiederti anche del Napoli. Segui il calcio, cosa pensi della stagione degli azzurri? Ritieni possa essere l'anno buono per vincere qualcosa di importante? Il tuo calciatore preferito?
"Certo che seguo il grande Napoli. Quest’anno ero partito scettico, come gran parte della tifoseria, ma ero molto curioso e felice di vedere finalmente volti nuovi in mezzo al campo. Ovviamente non mi aspettavo da subito un livello così alto. Credo che ci siano tutti i presupposti ormai per fare qualcosa di importante. Lo meritano i ragazzi ma soprattutto tutti i tifosi del Napoli. Difficile scegliere un giocatore preferito perché sento che in ogni ruolo abbiamo delle figure determinanti sia in campo che pronti a subentrare dalla panchina, quindi se proprio devo fare un nome scelgo quello rappresentativo di tutta la squadra del capitano Giovanni Di Lorenzo".
Quali sono i tuoi progetti futuri?
"Ho un tour che partirà a Dicembre da Bologna per poi passare a Torino, Savona, Milano, Roma e a Napoli il 23 Dicembre alla "Galleria Toledo". Ad Aprile un po’ di concerti in Francia e poi ancora in Italia in primavera ed estate".
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