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Giordano: "Allegri cercato anche un anno fa. Vorrei un Napoli con Nico Williams, Theo e Maignan"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Giordano: Allegri cercato anche un anno fa. Vorrei un Napoli con Nico Williams, Theo e Maignan

Antonio Giordano, firma autorevole de La Gazzetta dello Sport, ai microfoni di AreaNapoli.it ha tratteggiato il momento del club di De Laurentiis.


Sono giorni di snervante attesa per il Napoli di Aurelio De Laurentiis che aspetta il nuovo allenatore Massimiliano Allegri: il livornese è alle prese con una spigolosa trattativa con il Milan che lo ha esonerato. In ballo, dunque, c'è la buonuscita e, ad oggi, non c'è ancora l'intesa tra le parti. 

Antonio Giordano ai microfoni di AreaNapoli.it

La redazione di AreaNapoli.it ha contattato Antonio Giordano, giornalista de La Gazzetta dello Sport, per fare il punto della situazione: "Da Conte ad Allegri che volo è? Un volo a planare (canterebbe Loredana Berté). Sono voli rassicuranti e appaganti, verso obiettivi prestigiosi. Allegri ha un vissuto che parla per lui, anche se il finale dell’ultima stagione distorce la sua storia. Ma lui nei ristoranti da cento euro con quei dieci euro in tasca ci entrò e banchettò vincendo lo scudetto, la Coppa Italia e arrivando in finale di Champions, ma dopo aver eliminato il Real Madrid in semifinale. Solo che in genere ci si dimentica del passato".


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Da Antonio da Lecce a Max da Livorno: sarà ancora un Napoli vista mare?

"O anche vista stelle. Così racconta il vissuto di Allegri, che tranne con il Milan non ha mai saltato un giro nell’Europa più bella. Nella quale sa come si fa ad andare avanti. Dimenticare il 30° posto nel girone di qualificazione di Champions è un desiderio del club, credo, perché nel passare il turno c’è prestigio e anche un bel po’ di soldi".

Quali i punti di contatto tra i due e quali le differenze?

"Forse una certa tendenza a governare le situazioni tattiche, preferendo essere padroni delle dinamiche più scabrose di una partita, da lasciare agli altri. Non amano il pericolo, insomma, anche se il primo Allegri, quello di Cagliari, vinse la panchina d’oro per la bellezza di quel calcio e la sua Juventus ha avuto serate indimenticabili che a volte restano marginali. Le differenze sono caratteriali, di impatto, e a volte diventano anche somiglianze nelle loro differenze, perché ognuno a modo suo è leader".

Per un attimo De Laurentiis ha avuto la nostalgia del Comandante e del belgiuoco. E l'ha accarezzata ancora con Italiano, ovvero un Maurizio più moderno. Poi ha prevalso la democrazia cristiana tra cavalli che corrono affinché nulla cambi.

"Allegri ha vinto e stavolta non di corto muso. Forse sarà stata la quarta volta che Adl ci ha provato. In passato, non erano mai emerse le condizioni, ultima trattativa un anno fa, quando il suo predecessore stava andando via - e non se lo erano inventati i giornalisti - prima della conversione sul Lungomare Caracciolo. A De Laurentiis piacciono i vincenti con autorevolezza".

De Bruyne che colore sarà sulla tavolozza di Max?

"L’iride si può? Perché un talento di quello spessore, delle sette meraviglie, contiene almeno sette colori. E se tra quei sette bisogna per forza scegliere, allora è giusto dire indaco: sa di Manchester e anche di Napoli. Solo che avendo tonalità di violetto potrebbe non piacere a De Laurentiis, scaramantico come pochi. Sennò, biancorossoeverde. Può andare?".

Hai la bacchetta magica: puoi togliere tre giocatori al Napoli e inserirne altrettanti a tuo piacimento.

"Qui si rischia la reputazione e poi ci vuole buon senso, senza spararla grossa e avvicinarsi a Lamine Yamal, a Bellingham, a quelli totalmente fuori portata. Provarci non è semplice ma è un gioco e guai prendersi sul serio. Nico Williams al posto di Neres, poi sarebbero fatti di Allegri trovargli la sistemazione (in genere a sinistra ma mica bisogna giocare per forza e sempre a piede invertito). Theo Hernandez esterno basso di sinistra, per Olivera che costerebbe un sacrificio (avendo di lui simpatia calcistica). E Maignan in porta, ma semplicemente perché viene naturale immaginare che Meret possa aver voglia di voler cambiare. (Ps: non potendo avere Albertosi in porta per ovvi motivi e Kvara in attacco, per motivi diversi, fate come vi pare)".

Nell'anno del centenario cosa deve assolutamente fare De Laurentiis e cosa evitare?

"E chi sono io per dirlo a un uomo che in 22 anni ha preso un club dal Fallimento, l’ha portato a vincere due scudetti, varie coppe e a vivere nel benessere economico? Essere se stesso, senza aver la pretesa di eliminare i difetti - non si può - anzi esibendoli, così ci lascia la possibilità anche di criticarlo (con rispettosa leggerezza). Se la vita è tutta un film, val la pena che a scrivere le sceneggiature sia lui. Noi, se proprio necessario, le contestiamo".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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