Giletti: "La Juve è come la pittura futurista: un ideale che guarda al domani"

Il noto tifoso bianconero ha parlato della sua passione per la squadra della famiglia Agnelli ai microfoni di Radio Fuori Campo.
Massimo Giletti si racconta in quanto tifoso. Il noto giornalista e conduttore televiso, da anni supporter della Juventus, ha parlato della sua passione per la squadra piemontese ai microfoni dell'emittente italo-francese Radio Fuori Campo, nel corso della trasmissione Fuori Gioco. "Come nasce la mia fede juventina? Oggi potrei dire, avendo ormai 62 anni, che non avevo voglia di soffrire troppo, nel senso che la Juventus mi ha fatto vincere tanto, regalandomi tanti Scudetti, tante emozioni... Quando sei piccolo, però, non fai questi calcoli. Evidentemente, era scritto nella mia strada che quella maglia bianconera iniziasse a far parte del mio DNA. In famiglia c'era qualcuno di fede juventina, ma non avevo nessuno che fosse fortemente esaltato in tal senso. Sono io che ho sentito questa passione; una passione che mi ha portato a vivere grandi emozioni".
"Perché ci sono tanti tifosi della Juventus sparsi per il mondo? Perché la Juventus - commenta Giletti - ha un nome che non ti identifica con una città, ma con un ideale di gioventù, uno spirito che guarda al futuro ed al domani; un qualcosa che, come la pittura futurista, è in continuo movimento e continuo divenire. Questo legarsi non ad una singola città, ma ad una squadra, ha un'influenza che fa sì che la Juventus sia amata o odiata in tutto il mondo".
"Ho vissuto molto all'estero e so bene quanti siano i tifosi juventini, italiani e non, e quanto per loro sia importante una vittoria dei nostri colori fuori casa. Adesso non vinciamo da diverso tempo, però ci sono altre squadre, come Inter e Milan, che non hanno vinto per molti anni di più".








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