Giletti: "Insigne-Toronto, tristezza infinita. Io non lascerei mai Napoli"
Il noto conduttore televisivo ha commentato l'attuale momento di Juventus e Napoli. Spazio anche al passaggio di Insigne al Toronto.

Massimo Giletti è intervenuto a “Countdown”, su Kiss Kiss Napoli TV. Tanti gli argomenti trattati dal celebre conduttore televisivo di fede juventina. Si parte da Juventus-Napoli, scorsa gara di campionato: "Credo che la Juventus sia in una fase molto delicata dal punto di vista di squadra e di società perché, quando sento Allegri ripetere, tutte le volte, la stessa frase all’infinito su questi giocatori, è evidente che c’è un problema che ci portiamo dietro dalla fine del primo Allegri. Ronaldo ha aggiustato qualche situazione ma questa è una squadra che non è più tale. La differenza che c’è stata in quella partita è che, in campo, c’era una squadra che era il Napoli ed un’altra che non lo era. Una vera squadra si vede anche quando mancano diversi titolari e il Napoli ha dimostrato questo. La Juventus non c’è e bisogna chiedersi il perché. Non può continuare ad essere questa. Non ci riconosciamo in questa squadra dove ci sono troppe variabili negative. Il problema è di tutti perché si vince e si perde tutti insieme".
CHIUSURA CICLO JUVENTUS – “Nel calcio, i cicli ci sono sempre. Io non mi stupisco che il ciclo della Juve finisca. Io dico che, però, poi, devi fare anche l’esame con te stesso. Noi tifosi dobbiamo stare vicino a questa squadra ma non possiamo non avere un’anima critica nei confronti di chi, purtroppo, ha fatto delle scelte che in passato si sono rivelate giuste e adesso sbagliate. Se tu cambi tre allenatori ed il management in poco tempo, c’è qualcosa che non va. Il quadro Juventus è globale: sarebbe un errore individuare solo quei 4-5 giocatori. Gente come Rabiot, Ramsey o McKennie, nella Juventus dei Pirlo, Pogba e Vidal non avrebbe lustrato nemmeno le scarpe e non hanno neanche lo spirito di combattere fino all’ultimo. Speri che Chiesa faccia qualcosa che ogni tanto gli riesce e, poi, butti la croce addosso al povero Morata. il centrocampo è il sesto, settimo del campionato“.
ALLEGRI BIS – “Io penso che Allegri abbia una grande esperienza: è stato con Berlusconi per quattro anni ed ha vinto alla Juventus cinque scudetti consecutivi. Il problema, però, è questo: quando è arrivato alla Roma Luis Enrique ha completamente fallito; l’anno dopo è andato al Barcellona e ha vinto tutto. Se mi dai Pirlo, Pogba, Tevez, Bonucci,, Barzagli, Chiellini e altri in piena forma, forse anche io riesco a vincere qualcosa. Oggi, c’è una carenza enorme ed evidente di materiale umano. Non ci sono giocatori di personalità. Khedira ha ragione. Va fatto un importante mea culpa. La Juventus è sempre stata una squadra arrogante ma almeno vinceva. Qui sembra di vivere nel mito della caverna di Platone. stanno tutti al buio ma la luce chi l’accende?“.
ZIELINSKI POSITIVO ED EVENTUALI STRASCICHI – “Questo momento del calcio italiano fotografa benissimo e tristemente l’Italia perché abbiamo lasciato in mano ad ogni singola ASL la decisione e non abbiamo pensato a dei protocolli. A cosa serve se la Lega stabilisce qualcosa se poi l’ASL fa esattamente l’opposto, come già accaduto in un altro Juve-Napoli? Si tratta di un papocchio all’italiana: ne vedremo ancora delle belle e creerà dei problemi seri perché, teoricamente, neanche la Juve dovrebbe giocare. Perdiamo sempre delle occasioni perché già a fine novembre si sapeva quello che sarebbe successo. Il mondo del calcio crede di essere sempre fuori dal sistema dove ci si può permettere di tutto“.
MERCATO DI GENNAIO – “La Juventus deve dare via dei giocatori perché hanno degli ingaggi altissimi e, col bilancio che si ritrova, se non lo fa, non può far entrare qualche ragazzo nuovo“.
INSIGNE AL TORONTO – “Per me, è una tristezza infinita; però, capisco che, quando arrivano delle offerte di quel tipo, non puoi fare altro che accettare. Insigne tornerà a Napoli e finirà la carriera a Napoli. Personalmente, credo che si possa vivere bene in Italia e stare nel grande calcio a 6-7 milioni ma lì te ne danno il doppio. Dipende da quello che uno ha dentro e sono valutazioni che ogni singolo fa. Io non lascerei mai una città come Napoli; però, non sono nella testa di Insigne e devo rispettare la sua scelta“.
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