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Giletti: "Corona ha aperto un buco nel calcio italiano. Fagioli-Tonali? Come Adamo ed Eva"

Il noto giornalista ha condiviso le sue riflessioni sul calcioscommesse con gli ascoltatori di Radio Fuori Campo.


Gianluca VitaleGianluca VitaleGiornalista

03/11/2023 11:51 - Interviste
Giletti: Corona ha aperto un buco nel calcio italiano. Fagioli-Tonali? Come Adamo ed Eva

Massimo Giletti, ai microfoni di Radio Fuori Campo, durante la trasmissione Fuori Gioco ha parlato di Fabrizio Corona e della vicenda calcioscommesse: "Corona frequenta i mondi oscuri, è un'anima che ha lati chiari e lati  torbidi, bui. E' luci ed ombre. E' un personaggio che divide, che spacca, che però ha un senso della notizia, scova, racconta luoghi ed ambiti nei quali, per altri, è difficile entrare. Non mi stupisce, dal momento che conosco bene, molto bene, Fabrizio. Certo, i giornalisti veri ci sono rimasti male, credo.... Corona ha questo talento, ma deve stare attento perché, alle volte, va un po' oltre. Bisogna capire se tutto ciò che racconta sia vero, ma per il momento, come vedete, ha aperto un grande buco nel mondo del calcio".

Più nel dettaglio, sui casi Fagioli Tonali ha aggiunto: "Per costruire una squadra vincente, serve il giusto mix di uomini esperti e ragazzi di talento. Quando uno è giovane, deve fare attenzione: la maglia pesa di più e basta una partita buona per essere esaltati e due sbagliate per venire criticati da tutti. Sul calcioscommesse, però, io dico: non chiamiamola 'ludopatia'. Nel momento in cui giochi sulla tua squadra, vuol dire che ti vuoi suicidare. I calciatori di oggi hanno tutto: contratti milionari, donne bellissime, la pubblicità, la fama, la gloria... Però non hanno una cosa: non hanno l'ebbrezza di scommettere sul peccato. E' come Adamo ed Eva: la mela del peccato. Avevano tutto, Adamo ed Eva, ma gli era stato detto: 'Non mangiare la mela'. Questa voglia di giocare con la propria vita, sinceramente, non la accetto".


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"Tonali giocava sul Milan ed anche il nostro ragazzo (Fagioli) giocava su partite di calcio, pur sapendo che fosse vietato. Loro non giocavano per vincere: giocavano per morire, perché non potevano non sapere che, prima o poi, qualcosa sarebbe successo. Questo aspetto è deludente".

"Vanno aiutati? Certo che vanno aiutate le persone, però qui, in questo mondo in cui fai fatica ad arrivare a fine mese... Quando dico che ci vogliono uomini, dico questo: non basta avere del talento, bisogna avere senso di sacrificio, passione e serietà".


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Gianluca VitaleGianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.

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