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Gigi D'Alessio e lo tsunami in Indonesia: "Presi mio figlio in braccio e scappai"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Gigi D'Alessio e lo tsunami in Indonesia: Presi mio figlio in braccio e scappai

Il noto cantautore napoletano, Gigi D'Alessio, ha raccontato la sua drammatica esperienza alla edizione odierna del Corriere della Sera.


Gigi D'Alessio, in attesa di partire per il suo tour europeo e prima degli stadi (sarà al Maradona di Napoli per due eventi e al Renzo Barbera di Palermo), ha raccontato la sua drammatica esperienza alle Maldive vent’anni fa, quando ci fu il terribile tsunami nell’Oceano Indiano.


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Il cantautore napoletano ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere della Sera: "Venti anni fa, il 26 dicembre del 2004, ero con i miei figli in vacanza a Soneva Fushi, nelle Maldive, per trascorrere le festività natalizie. A fine ottobre avevo pubblicato il mio undicesimo album in studio “Quanti amori” e decidemmo di partire per staccare, fermarci per qualche giorno. In un attimo il mare diventò un mostro che divorò quel paradiso e la sua gente. Fu terribile".


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Cosa ricorda di quegli attimi drammatici? "Sembrava uno di quei disaster movie che vediamo al cinema. Arrivò un muro d’acqua alto metri. Feci appena in tempo a prendere in braccio mio figlio Luca (oggi l’artista LDA), che allora aveva poco più di un anno. Uscimmo dal mio bungalow e andammo a controllare come stavano gli altri miei figli Claudio e Ilaria nella struttura accanto. Mi muovevo nell’acqua che saliva sempre di più, sollevando il piccolo Luca sempre più in alto. Riuscimmo poi a raggiungere tutti una zona sicura tra urla, disperazione, distruzione. Nulla si salvò".

Un pericolo scampato per pochissimo? "Sì, sono stato fortunato. In altre zone l’onda non ha risparmiato niente e nessuno, cancellando lembi di paradiso e a pagarne le spese, come spesso accade, sono stati i più poveri, i più deboli, i più indifesi, coloro che non hanno fatto in tempo a trovare un posto sicuro".

Come si è sentito subito dopo? "Ho provato un profondo senso di colpa per il solo fatto di essermi salvato e di poter ritornare alla mia vita agiata. Pensavo che il tempo avrebbe trasformato questa giornata in un ricordo evanescente, invece non è stato così. Non ho dimenticato quello che accadde, non volevo farlo. Ricordo la compostezza di quella gente, la loro forza, la loro capacità di fare gruppo e di aiutare chiunque, anche noi turisti. Il coraggio di donne, uomini e bambini che scavano a mani nude".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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