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Giaccherini: "Il mio rimpianto è il Napoli, non ero un vice Callejon. Mi rivedo in McTominay e Anguissa"

L'ex giocatore di Napoli e Juventus è stato protagonista di un'intervista rilasciata all'edizione odierna de Il Mattino: "Il Napoli? Lo considero un grandissimo rimpianto della mia carriera".


Alessandro SepeAlessandro SepeDirettore responsabile

25/01/2025 09:30 - Interviste
Giaccherini: Il mio rimpianto è il Napoli, non ero un vice Callejon. Mi rivedo in McTominay e Anguissa
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Emanuele Giaccherini, ex giocatore di Juventus e Napoli, ha parlato di Antonio Conte e non solo nella sua intervista rilasciata ad Il Mattino. "Mi ha allungato la carriera. E forse me l’ha resa anche migliore". Prima alla Juventus, poi in Nazionale, la parabola di Giaccherini ha raggiunto picchi altissimi proprio quando è stato agli ordini di quello che oggi è l’allenatore del Napoli. 

E allora leviamoci subito il dente e partiamo proprio dalla sua esperienza al Napoli. "Lo considero un grandissimo rimpianto della mia carriera. Quando è arrivata la proposta del Napoli di Sarri dissi subito sì. Sapevo che sarei andato in una piazza passionale, la casa di Maradona. Speravo potesse essere una lunga avventura", ha sottolineato l'ex talentuoso calciatore della compagine partenopea.


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E invece? "Mi sarebbe piaciuto essere più protagonista. Non mi rimprovero nulla perché so di aver dato tutto. E per questo per me è stato un po’ inspiegabile. Hamsik, Allan e Zielinski erano grandissimi campioni ma non credo fossero più forti di Pirlo, Marchisio, Vidal e Pogba. Alla Juventus ho fatto 55 partite tra Champions e campionato, a Napoli non ho avuto questa possibilità. Magari anche per un equivoco tattico: facevo il vice Callejon, ma José aveva caratteristiche tattiche diverse".

Guardiamo il bicchiere mezzo pieno... "Ho giocato in un Napoli forte che si è conteso lo scudetto con la Juve per due anni. Avevamo grandissimo talento e qualità. A un certo punto giocavano a memoria. Entravo a metà del secondo tempo e la partita era già finita da un pezzo. Ma mi divertivo tantissimo perché si giocava a uno due tocchi. È stata un’avventura bella anche fuori dal campo con dei tifosi fantastici".

Qual è il segreto di Antonio Conte? "Conte ti migliora perché ti da fiducia. Fa sentire importante chi gioca e chi gioca meno. Poi nel lavoro fisico ti fa arrivare alla partita sempre pronto. Ti spreme tanto anche a livello mentale. Arrivi sempre con la concentrazione e sai quello che devi fare in campo. È un allenatore che sa darti qualcosa anche dal lato umano: ti chiama per nome ed è importante per un giocatore, ti fa sentire parte integrante".

A lei cosa ha dato di più? "Mi ha cambiato le caratteristiche tattiche. Partivo esterno e sono diventato un’ottima mezzala. Prima privilegiavo l’uno contro uno ma poi sono diventato incursore. Per giocare in quella posizione ha adatto le mie caratteristiche. Ha accresciuto il mio bagaglio tecnico e tattico e mi ha allungato la carriera".

Le ha anche fatto cambiare cognome... "Sono diventato Giaccherinho dopo un gol di Juve-Bologna in coppa Italia. Era la partita della consacrazione perché mi aveva voluto tantissimo alla Juve, andando anche un po’ contro l’opinione pubblica, ma quella prestazione dimostrò a tutti che quella scelta era stata azzeccata".

Lei fu protagonista anche della Nazionale di Conte all’Europeo 2016. "Diciamo la verità. Nel 2015 giocavo in Inghilterra e lui mi chiamò chiedendomi di tornare in Italia per seguirmi da vicino e in vista dell’Europeo. Ebbi la fortuna di trovare il Bologna quasi sul gong del calciomercato e feci un campionato pazzesco".

Ma chi è Giaccherinho del Napoli di oggi? "Per caratteristiche direi più McTominay perché a me piaceva tanto ripartire e cercavo tanto di inserirmi dentro l’area. Ma dal punto di vista tattico direi più Anguissa. Perché io ero più continuo all’interno della partita".


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Alessandro SepeAlessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.

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