Ghoulam: "Napoli è la mia seconda famiglia. Maradona e Insigne, che ricordi"

Faouzi Ghoulam, anche da lontano, continua a fare il tifo per il Napoli. Il terzino algerino ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de Il Mattino.
5 febbraio 2017, l'ultima volta di Real Madrid-Napoli lui c'era. Faouzi Ghoulam era il terzino sinistro titolare di quel Napoli e di quell'era, quando in panchina c'era Maurizio Sarri. Oggi gioca nell'Hatayspor, in Turchia, dove è diventato un punto fermo della squadra, con un occhio anche alla coppa d'Africa che partirà a gennaio con la sua Algeria tra le candidate alla vittoria finale. L'algerino ha rilasciato alcune dichiarazioni in una intervista al quotidiano Il Mattino.
Partiamo da quel Real Madrid-Napoli: la prima fotografia della notte del Bernabeu?
"Sicuramente il gol di Lorenzo Insigne da centrocampo. Fu una magia che acquistava ancora più valore perché realizzata all'interno di uno stadio storico e prestigioso. Lo stadio è bellissimo e si respira il calcio. Poi il Real era una grande squadra, basti pensare che c'erano Cristiano Ronaldo, Bale e Benzema: non a caso poi vinsero la coppa. Ma la cosa che ricordo con grande piacere di quella notte è anche legata al colpo d'occhio offerto dai nostri tifosi. C'erano tantissimi napoletani e sembrava che la città fosse nostra. Ma per noi la vera partita si giocava prima del fischio d'inizio. Diego Armando Maradona negli spogliatoi venne a darci la carica e quello ci ha aiutato tanto prima della partita. Eravamo come dei bambini: ha regalato un sogno a tutti noi che siamo cresciuti con le sue storie e le sue giocate negli occhi".
È rimasto legatissimo alla città, alla squadra e a questi colori
"Napoli è la mia seconda famiglia. Tornare lo scorso anno per Napoli-Milan di Champions è stato diverso perché non lo facevo da giocatore, ma sono stato felice perché tornavo a Napoli per una partita importante nell'anno dello scudetto. Mi sono dispiaciuto solo per il risultato finale di quella partita: avremmo meritato di andare in semifinale".
Però ha potuto festeggiare lo scudetto
"Avrei voluto vincerlo da giocatore non tanto per me ma per i napoletani. E allora ho festeggiato con lo stesso entusiasmo perché il mio scudetto è stato entrare nel cuore dei napoletani. Ho fatto il tifo anche da lontano. L'importante era riportare lo scudetto a Napoli dopo 33 anni. Lo hanno fatto loro e vanno ringraziati, perché hanno messo i brividi anche a noi che eravamo appena andati via".
Ha anche ritrovato Mertens da avversario con il Galatasaray
"È stato molto bello. Ma non lo vedrò mai da avversario: per me è un fratello al di là del calcio. E poi è ancora forte e lo dimostra sempre, infatti non so cosa farà a fine stagione, ma spero che possa giocare a lungo".






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