Ghoulam: "Higuain fortissimo, Insigne incredibile. Uno striscione mi fece male"
Faouzi Ghoulam ha elogiato alcuni calciatori presenti nel suo Napoli e ricordato un brutto momento avvenuto in trasferta.

Faouzi Ghoulam durante la sua esperienza al Napoli ha dimostrato di essere uno dei calciatori più forti del suo ruolo in Italia e in Europa. L'algerino nell'intervista rilasciata a Fanpage ha raccontato alcuni ricordi del suo sbarco in maglia partenopea.
Ghoulam elogia Higuain e Insigne
Le parole di Ghoulam: "Senza dubbio Gonzalo Higuain. In Italia si usa spesso la parola "fuoriclasse" per tutti, ma con lui ho capito cosa significasse davvero. Gonzalo era oltre il concetto di "forte": era uno di quei giocatori che ti fanno vincere le partite e i campionati da soli. Vedendo lui, Raul Albiol e José Callejon, capivi perché fossero stati al Real Madrid: hanno qualcosa che agli altri manca. Poi c'era Dries Mertens, che entrava e spaccava le partite, e Lorenzo Insigne, che faceva cose incredibili per la sua età. Lì ho capito che il salto di qualità era enorme: non si poteva più pareggiare, bisognava vincere a tutti i costi".
Lo striscione che ferì Ghoulam
C'è un gesto di un tifoso che ricordi ancora oggi? "Più che un gesto di un tifoso del Napoli, ricordo uno striscione a Bergamo che diceva: "Preferisco un cognato nero che un napoletano". Mi fece male, perché stavo iniziando a capire l'italiano e il significato profondo di quelle parole. È stato lì che la mia mentalità è cambiata: sono diventato napoletano a tutti gli effetti, prendendo su di me le loro battaglie. Con Kalidou abbiamo vissuto momenti brutti legati al razzismo. Io dico sempre che un calciatore, quando arriva in una città, deve studiarne la storia e il popolo per rappresentarli al meglio. All'inizio soffrivamo molto, poi abbiamo iniziato a ignorare certi insulti capendo che erano solo stupidi. Ma per me il razzismo contro il colore della pelle e quello contro i napoletani hanno lo stesso impatto brutto. Mi sentivo ferito allo stesso modo. Oggi si fa ancora troppo poco contro queste discriminazioni, le cose non cambiano abbastanza velocemente".
Il rito del caffè di Koulibaly
E l'abitudine del caffè di Tommaso? Ti è rimasta? "Io non bevo caffè! Mia madre mi diceva sempre che era una cosa "per i grandi" e non ho mai iniziato. Kalidou invece ne è diventato dipendente, si è fatto prendere da Tommy (Tommaso Starace ndr), lo beve pure di notte! Di napoletano però mi è rimasta la cosa più importante: il cuore".
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