Ghoulam: "Ho dato due ginocchia al Napoli, lo rifarei. Vi racconto tutto"
L'ex terzino algerino del Napoli ha raccontato il lungo calvario dei suoi infortuni patiti ai tempi del Napoli: "A livello calcistico è stato un momento buio, ma a livello umano mi sono elevato".

Faouzi Ghoulam è stato uno dei terzini più forti della storia recente del Napoli, il momento più difficile della sua carriera è stato sicuramente l'infortunio al ginocchio avvenuto nel 2017 nella sfida di Champions League contro il Manchester City disputata a Fuorigrotta.
Ghoulam racconta l'infortunio del 2017
L'algerino ha raccontato a FanPage le sue sensazioni su quell'infortunio: "È difficile da spiegare. Molti pensano che mi sia crollato il mondo addosso, ma io sono molto religioso e credo che tutto accada per un motivo. A livello calcistico è stato un momento buio, ma a livello umano mi sono elevato, diventando una versione migliore di me stesso. È stata un'esperienza benefica sotto questo aspetto. Per il resto, è la vita. Mi è dispiaciuto solo che a volte siano stati incolpati i medici o chi mi stava intorno: non era colpa loro, è stato il destino. In quei momenti l'unica cosa che mi chiedevo era se avessi fatto involontariamente del male a qualcuno, pensavo che quegli infortuni fossero una conseguenza di un mio errore umano. Non ho mai cercato colpe esterne. Sono cambiato, sono evoluto e oggi quell'esperienza mi serve come uomo".
"Per il Napoli avrei dato tutto"
Cosa scatta nella testa di un calciatore dopo certi traumi? "Solo all'inizio. Poi ho ricominciato a dare tutto, finché non mi sono rotto di nuovo perché sono andato oltre i miei limiti fisici. Non mi sono mai risparmiato. Il Napoli mi aveva dato così tanto che non sapevo come ripagare la città se non dando il 100%, anche quando il corpo chiedeva pietà. Se tornassi indietro, rifarei la stessa scelta. Se devo dare un ginocchio o due per questo popolo, lo faccio: ormai li ho dati entrambi e non ne ho più da offrire (ride). Ognuno di noi ha lasciato qualcosa su quel campo, Dries ha dato una spalla, io il ginocchio, ognuno di noi ha lasciato qualcosa su questo campo. Ricominciare da zero, imparare di nuovo a camminare, non è piacevole, ma è stata una grande lezione di vita".
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