Gentile: "Trapattoni non era difensivista. Deciso e convincente, ci diceva testuali parole"
In un'intervista a La Gazzetta l'ex calciatore e allenatore Claudio Gentile ha raccontato alcuni retroscena sulla Juventus.

Claudio Gentile è stata una delle bandiere della Juventus a cavallo tra gli anni settanta e ottanta. Intervistato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport, l'ex terzino, campione del mondo con l'Italia ai Mondiali di Spagna 1982, ha rivelato diversi aneddoti sulla sua esperienza in maglia bianconera.
In primis, il ricordo su Boniperti: "Andavi nel suo studio, ti metteva il contratto davanti e faceva: “Dai, su, firma”. E io: “Ma, presidente, non possiamo parlare un attimo?”. Lui: “E di che vuoi parlare? Dai”. Insistevo: “Ma mi hanno anche chiamato in Nazionale...”. Niente, era durissima. Aveva una tabella e un budget collettivo. Però poi guadagnavamo più degli altri perché lo stipendio aumentava con i premi. E vincevamo tanto. Lui diceva: “Dobbiamo vincere sempre”".
Poi il retroscena su Giovanni Trapattoni: "Era deciso. E convincente. Diceva: “Dovete solo vincere”. Se è stato difensivista? Non l'hanno capito. Giocava anche con quattro attaccanti. Chiedeva solo che tutti tornassero a dare una mano. Causio rientrava sempre, anche Bettega dava una mano, davanti restavano solo Anastasi o Boninsegna. Pretendeva attenzione totale nelle marcature. Ognuno aveva il suo uomo. Se il tuo segnava, ti diceva: “Guarda, hai fatto un errore della miseria domenica scorsa...”. Ma ti prendeva a parte, mai umiliazioni collettive".
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