Gattuso: "Non mi sento a mio agio! De Laurentiis? Io non parlerei mai con altri club. Sento troppe offese"

Gennaro Gattuso, tecnico del Napoli, ha parlato ai microfoni di SKY Sport: "Sono sempre in discussione, non si puņ lavorare in questo modo".
Il Napoli ha battuto il Parma per 2-0 nella 20esima giornata del campionato di Serie A 2020-2021. Gennaro Gattuso ha parlato ai microfoni di SKY Sport: "Ho sempre avuto fiducia in questa squadra, in caso contrario l'avrei fatto presente alla proprietà. Oggi la partita mi è piaciuta, non è facile giocare contro il Parma che è una squadra ostica. Abbiamo annusato il pericolo e abbiamo saputo soffrire. Non abbiamo giocato bene, ma abbiamo giocato da squadra. Siamo vivi, stiamo giocando con un solo attaccante di ruolo, cosa possiamo fare di più? Provate a levare all'Inter Lukaku e Lautaro. Sono nervoso? Sto prendendo schiaffi tutti giorni, sono massacrato quotidianamente, così è difficile. Si smanetta tanto e qualcosa ai giocatori può rimanere. Io non leggo niente".
Gattuso prosegue: "Sono sempre in discussione, non si può lavorare in questo modo. Questa tarantella è iniziata da un mese, ho sentito offese, sento parlare della mia pescheria, che sono maleducato e che sto morendo e non posso allenare. Non è facile, sta succedendo qualcosa di anomalo. Poi se ci sono tifosi da tastiera non fa niente, ma le offese sono arrivate da persone che lavorano qui da tanti anni. Il contratto? Sono legato alle emozioni, voglio sapere di che morte devo morire. Adesso non parlo di contratto, ma solo della partita. Il rapporto con il gruppo? Lo sanno come sono fatto, pane al pane vino al vino. Tra noi c'è un grande rapporto, molto vero. Io credo al lavoro, ho sempre fatto così, ma bisogna sentirsi a proprio agio e a sentire la fiducia. Non mi sento a mio agio, sto bene solo quando sono a Castel Volturno con i miei giocatori. De Laurentiis? Il rapporto è sempre stato buono, non posso negare che negli ultimi 15 giorni c'è un po' di delusione da parte mia. C'è grandissimo rispetto, sono un suo dipendente. Gli ho chiesto un giocatore, Bakayoko e me l'ha preso. Contattati altri allenatori? La situazione è stata gestita male, io non mi sono mai seduto a parlare a tavolino con altre squadre, sono una persona perbene e corretta. Mi hanno chiamato, ma non ci sono andato".






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