Gattuso: "Ci davano tutti per morti e retrocessi. Meno 18, adesso stiamo in trincea"

Ai microfoni di DAZN, Gennaro Gattuso ha commentato il successo della Lazio contro il Parma.
La Lazio si gode il primo posto dopo la vittoria contro il Parma, ma Gennaro Gattuso non vuole sentire parlare di traguardi. Il successo ha permesso ai biancocelesti di portarsi momentaneamente davanti all'Inter, che deve ancora recuperare una partita. Ai microfoni di DAZN, l'allenatore ha sottolineato l'importanza del gruppo e del lavoro quotidiano, invitando tutti a mantenere i piedi per terra.
Gattuso: "Il nostro segreto è chi entra"
Interrogato sull'identità della squadra e sulla presenza di un undici titolare ormai definito, Gattuso ha posto l'accento sul contributo di chi parte dalla panchina: "Noi giochiamo una volta a settimana e anche chi sta entrando sta dando una mano. Le valutazioni si fanno su questo. Ci sono cinque cambi che possono fare la differenza entrando bene. Dobbiamo solo pensare ad una gara e quindi lavori per mettere la migliore squadra in campo. Però sono contento di chi entra, per come si allenano e si comportano: è il nostro segreto questo in questo momento. Mi piace così".
Gattuso sbotta: "Ci davano tutti per morti e retrocessi"
Il tecnico ha poi ridimensionato l'entusiasmo per la vetta, ricordando le difficoltà attraversate dalla squadra nei mesi precedenti: "Avete detto la cosa giusta: meno 18. Noi non dobbiamo guardare nulla. Ci entriamo poco con quelle posizioni là dobbiamo guardare una gara alla volta e quando saremo a 40 punti potremo giocare di fioretto. Adesso stiamo in trincea. Non dobbiamo dimenticare che due mesi fa siamo stati eliminati in Coppa Italia da una squadra di Serie B e ci davano tutti per retrocessi o per morti. Noi abbiamo solo una strada: quella del lavoro fatto con serietà. Poi vedremo dove arriveremo".








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