Gasperini: "Girano leggende metropolitane sul mio conto. Rispondo testuali parole"
In un'intervista sul Corriere dello Sport Gian Piero Gasperini si è tolto qualche sassolino dalle scarpe nei confronti dei giornalisti.

Intervistato in esclusiva dal Corriere dello Sport, Gian Piero Gasperini ha risposto così sul suo presunto brutto carattere: "Leggenda. Incazzoso, boh, non sempre. Come ho già chiarito, sono stronzo con gli stronzi e buono con i buoni. Ecco, non sopporto i soprusi, le ingiustizie. Sono poco diplomatico. Arbitri? Dopo tutto quello che ho dovuto mandare giù… Le cose però sono migliorate, mi sono vaccinato. Da un certo punto di vista anche loro hanno imparato a conoscermi, si rapportano in modo diverso".
"Qualche anno fa ci sono state troppe cose, comunque devo ammettere che il loro è diventato un mestiere impossibile, colpa del regolamento che troppo spesso non è chiaro" ha aggiunto il tecnico dell'Atalanta.
"Chi va via dall'Atalanta fallisce? Altra leggenda metropolitana. Mancini e Cristante nella Roma, Kessie, Romero, Hojlund allo United...Poche unità rispetto alla marea di fallimenti? Noi facciamo spesso allenamento. Qui in ritiro sono arrivato a tre al giorno. Ehm... Alla fine del primo anno, quello del boom, furono ceduti Caldara, Kessie, Conti, Bastoni, Gagliardini. Avevo uno stipendio basso (altra risata), Percassi premiò il merito, integrò. Questa felice tradizione si perpetua ogni anno" ha concluso Gasperini.
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