Garcia, Spalletti, Napoli e "l'occhiolino del destino" senza slogan

Garcia ha fatto i complimenti a Spalletti per il lavoro svolto, ma non ha dimenticato quando fu sostituito proprio dal toscano alla guida della Roma.
"Se sentirò Spalletti? Questo è l'occhiolino del destino, no? Sono stato sostituito da Luciano Spalletti a Roma e io arrivo io dopo di lui dopo la sua bella stagione a Napoli". Si è presentato così Rudi Garcia, il nuovo allenatore del Napoli. Quando qualcuno prende il tuo posto non lo dimentichi facilmente e ora il fato ha chiuso il cerchio. Questa volta è lui a prendere il posto. Di chi lo aveva sostituito in precedenza. In una città come quella partenopea non si può non parlare di destino.
E, restando a Spalletti, a differenza del collega toscano Garcia ha detto che lui non avrà bisogno di slogan, basterà la maglia con lo scudetto sopra: "Io ho dei valori e questa squadra deve metterli in campo: umiltà, ambizione, sudore. Senza sudore nella vita non si va da nessuna parte. Il talento può fare la differenza, ma si gioca in undici e la rosa è di venticinque, tutti sono molto importanti. Anche il calciatore più giovane, che deve crescere e avere voglia di essere della squadra del Napoli. In Italia si chiama senso di appartenenza e questa è una cosa importante. Nel calcio attuale non ce n'è tanto, ma per me è sempre fondamentale la maglia che vesti e lo stemma che si ha sul cuore. La maglia va rispettata, dobbiamo dare il meglio per questo".






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