Galliani: "Colpo Sheva, prostitute volevano entrare in camera. Sapete come passai la notte?"

L'ex dirigente del Milan, Adriano Galliani, attraverso l'intervista rilasciata al Corriere della Sera ha raccontato un retroscena di mercato.
In un'intervista rilasciata un po' di tempo fa al Corriere della Sera, l'attuale dirigente del Monza, Adriano Galliani, ha raccontato alcuni retroscena sulla sua esperienza al Milan: "Dopo la sconfitta in finale di Champions ad Istanbul, Gattuso voleva lasciare il Milan, venne a dirmi: non posso più indossare la maglia rossonera, perché ogni volta mi tornerà il dolore di Istanbul".
"Così lo chiusi a chiave nella stanza delle coppe. Ogni ora tornavo: hai cambiato idea? No? E richiudevo. A mezzogiorno gli lasciai due panini. Lo presi per sfinimento. Nel pomeriggio mi comunicò che restava. Gli aprii. Anni dopo presi per sfinimento pure Ibra, mi piazzai nel salotto di casa: non me ne vado finché non firmi. Restai tutto il giorno. La moglie mi guardava come un pazzo: ma questo chi diavolo è? E Ibra: “È Galliani del Milan, dice che non se ne va finché non firmo”.
"E tu cosa farai? “Credo che firmerò, se no quello non se ne va davvero”. Ma per ogni acquisto di quel Milan ci sarebbe da raccontare qualcosa, quando andai a vedere Sheva a Kiev c'era un freddo terribile e le prostitute che tentavano di entrare in camera, dormii con il cappotto e con una cassapanca contro la porta. Sapete come passai la notte? Al telefono con la donna di cui ero innamorato, Manuela Moreno, la giornalista tv. Poi però mi ha lasciato". Ha raccontato Galliani.






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