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Galli: "Mertens è il mio idolo, Meret non ha la cazzimma napoletana"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Galli: Mertens è il mio idolo, Meret non ha la cazzimma napoletana

L'ex portiere di Milan e Napoli ha parlato al Corriere dello Sport: "Scudeetto? Ognuna proverà ad avvicinarsi al traguardo ragionando partita per partita senza fare calcoli".


Giovanni Galli, grande ex di Napoli e Milan, ha parlato al Corriere dello Sport. Diversi i temi trattati dall'ex portiere. Napoli-Milan sembra già un match-point. "Ho la sensazione che il Milan, riflettendo sugli ultimi pareggi, si sia concentrato soprattutto sulle semifinali di Coppa Italia e abbia aspettato la partita di martedì convinto di dover puntare con decisione sul trofeo. Vincere la Coppa Italia e arrivare tra le prima quattro, e quindi in Champions, vorrebbe dire aver fatto comunque una stagione straordinaria. Poi, certo, per lo scudetto il Milan se la gioca ed è ancora tutto possibile. Come per il Napoli. Ognuna proverà ad avvicinarsi al traguardo ragionando partita per partita senza fare calcoli. Vale anche per domenica".


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Cosa le piace del Napoli? "L’organico è forte, credo che nessuno abbia l’attacco degli azzurri in Serie A. Osimhen è un calciatore unico, e se vuole ne riparliamo, ma poi penso a Zielinski, Elmas, Lozano, Politano, Insigne. Quanti ne sono? Spalletti, grazie alla profondità della rosa, è riuscito a sopperire alle tante assenze per infortuni, Covid e per la Coppa d’Africa. Quando avrà l’organico al completo, e ormai ci siamo, sono convinto che il Napoli potrà lottare fino all’ultima giornata per lo scudetto".


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Approfittiamo della sua infinita esperienza: Ospina o Meret? "Da anni sostengo che Meret, tecnicamente, sia il portiere italiano più forte in circolazione. Ha tantissime qualità. Se avesse la personalità e il carattere di Ospina, sarebbe tra i primi dieci al mondo".

Invece? "Deve essere più sfrontato, deve essere più presente in area di rigore, deve imparare ad avere la cazzimma napoletana per imporsi. Il ruolo del portiere è delicato, non bastano le qualità tecniche. La storia di Ospina parla chiaro, spero che questi anni, vissuti tra campo e panchina, siano serviti a Meret per crescere e migliorare ancora. E mi auguro che dalla prossima stagione, magari senza avvertire più questa sensazione di precariato, possa esplodere definitivamente".

Ha detto che Osimhen è un calciatore unico, allora riparliamone. "Mi piace molto, è un crescendo di potenza, muscoli, elasticità, rapidità. Sotto la sapiente guida di Spalletti sta diventando anche un attaccante che gioca con e per i compagni, che fa reparto da solo, che lega la squadra, che si muove tanto, che sta crescendo. Ma del Napoli apprezzo tantissimi giocatori".

Tipo? "Il mio idolo è Mertens, ma ho anche un debole per Zielinski, Insigne, Fabian, Koulibaly. Ce ne sono tanti, gliel’ho detto, la rosa è forte, è una delle più complete, l’attacco è fortissimo. Complimenti al presidente De Laurentiis e al direttore sportivo Giuntoli per aver costruito in questi anni una squadra di grande talento".

I suoi preferiti del Milan? "Quando Rafael Leão arriverà ad avere una certa continuità, diventerà un giocatore di un altro livello. Per ora, quando si accende, e non capita in tutte le partite, è immenso. Ha velocità, tecnica, agilità, potenza. Le sue giocate sono sublimi, da fuoriclasse. Poi ci sono Theo Hernandez, Tonali, Bennacer, quest’ultimo centrocampista prezioso, forse sottovalutato, che il Milan ha perso per diverse partite. Quando è mancato, la sua assenza s’è avvertita". 


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