Galante: "Vi dico chi è Spalletti e la differenza con Conte e Sacchi. Molti ragazzi da Napoli..."
Luciano Spalletti raccontato da Fabio Galante, ex calciatore che ha condiviso tanti momenti con l'attuale allenatore della Juventus.

Fabio Galante, ex calciatore che è stato compagno di squadra di Luciano Spalletti all'Empoli, ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport per raccontare chi è davvero l'attuale allenatore della Juventus ed ex tecnico del Napoli e della nazionale italiana.
Sugli anni passati insieme in Toscana: "Ricordi immediati? Facile: le lezioni di guida tra Empoli e Sovigliana. Se ho preso subito la patente lo devo a Luciano. Quando giocavamo all’Empoli capitava spesso che mi fermassi da lui, a casa di mamma Ilva. Dormivamo nella stessa stanza, facevamo cena e colazione insieme, come due fratelli. Al rientro dall’allenamento metteva a disposizione la sua macchina per farmi delle lezioni di guida. Che maestro era? Esigente ma comprensivo, come in campo. È sempre stato al mio fianco, mi ha aiutato tantissimo a 360 gradi. È stata una fortuna per noi giovani averlo in quella squadra. Ci spiegava come dovevamo comportarci, come essere professionisti seri. L’impegno non poteva mai mancare".
In quell’Empoli c’era Montella, Melis, Birindelli, Ficini. Eppure Luciano si legò particolarmente a Galante. Nella sua biografia racconta che Spalletti lo ospitò in casa sua per tenerlo lontano da insidie e tentazioni: "Un mix di fattori: molti ragazzi venivano da Napoli o dalla Sardegna quindi stavano nei loro convitti. Io invece ero di quelle parti, e allora un paio di giorni a settimana mi fermavo da lui. Poi penso sia stata una semplice questione di feeling. Stavamo bene insieme. Specie davanti alle lasagne di Ilva. Erano straordinarie".
Poi sul carattere di Spalletti: "Lui è una persona buonissima e di una generosità immensa. Quando vai a cena con lui non ti fa mai pagare. Ad Appiano si metteva lì con i magazzinieri per installare i cartelloni pubblicitari... Quando vede però che qualcheduno - calciatore, dirigente o giornalista che sia - fa il furbo, va su tutte le furie".
C’è chi dice che se non ha funzionato come ct dell'Italia è specialmente in virtù delle sue caratteristiche: un tecnico che per imprimere la sua idea di calcio ha bisogno del campo quotidiano. "In parte è vero - ha concluso Galante - ma se pensiamo a Conte e Sacchi abbiamo la prova del contrario. La differenza è che questi due avevano a disposizione un’ossatura di campioni azzurri veri a cui appoggiarsi. Penso a Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci… Forse agli Europei poteva cercare di alleggerire un po’ di più i ragazzi a livello di testa. Ma è stato lui stesso ad ammetterlo".
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