Futuro Mertens, Cerchione: "Dries ha le mani legate. Non rinnoverà, ma può restare a Napoli: ecco come"

Dries Mertens tratta per non lasciare il Napoli, ma non dipende (solo) da lui. Un intermediario è al lavoro: vanno limati alcuni aspetti.
Dries Mertens spera vivamente di restare al Napoli, ma non potrà farlo alle stesse condizioni del suo contratto attuale. Della possibilità che il bomber belga rimanga in Campania, la redazione di AreaNapoli.it ha parlato nelle scorse ore con Luca Cerchione (qui i dettagli). Il giornalista e conduttore di 1 Station Radio ci ha fornito oggi ulteriori dettagli sulla vicenda: "Rinnovo Mertens tramite un noto intermediario internazionale? Meglio fare chiarezza. Ho avuto modo di approfondire la situazione. Lo ribadisco: a curare i colloqui con il Napoli è un intermediario italiano, quindi un agente che non ha la procura del calciatore, detenuta invece da un avvocato belga. E' proprio questo operatore di mercato che sta portando avanti il tutto. Mi sono voluto confrontare ed ho appurato che Mertens, a ben vedere, ha le mani legate. E' vero che è in scadenza, ma sappiamo che il Napoli ha il diritto di esercitare una clausola unilaterale per prolungare il contratto attuale, quello che altrimenti terminerebbe il 30 giugno 2022. Ebbene, Ciro è di fatto 'bloccato', nel senso che deve attendere la decisione del Napoli fino a quella data e, prima di allora, non potrà fare nulla. Il Napoli, con lo stesso ingaggio che percepisce adesso, non intende rinnovare".
Come uscire, dunque, dall'impasse? "L'unica via - ha spiegato Cerchione - tenendo conto anche del business plan di Aurelio De Laurentiis, è fare un contratto ex novo da 2 milioni netti a stagione per un anno: questi i termini della possibile intesa. Mertens, seppure volesse andare via da Napoli, dovrebbe aspettare il 30 giugno per iniziare a parlare con altre società. Ad oggi, le cose stanno così. C'è chi lavora sottotraccia, ma ogni cosa andrà fatta a suo tempo. Dries ha accordi di rappresentanza con un avvocato belga, ma, in questo caso, il procuratore non sta lavorando per lui. Nell'estate del 2020 - ha ricordato il giornalista - Ciro firmò un contratto '2+1', con opzione esercitabile solo e soltanto da Aurelio De Laurentiis per estendere il contratto ad un ingaggio pari ai due anni precedenti, vicino ai 4,5-5 milioni netti. Il Napoli, tuttavia, come spiegavo, non ha intenzione di riconoscergli queste cifre e, di conseguenza, si muoverà con una proposta di contratto ex novo, e lo farà ad una cifra inferiore alla metà dello stipendio che percepisce il belga al momento".
Tecnicamente parlando, quindi, "il rinnovo non si può fare. Non si può parlare di prolungamento, bensì di un contratto completamente nuovo. In tutto ciò, Mertens, a differenza di Lorenzo Insigne che, a fine gennaio, ha potuto legarsi al Toronto, in base al contratto attuale non può stringere accordi con nessuno, perché la clausola gli impedisce di trattare con altre realtà prima della scadenza naturale del vincolo odierno. Lo ripeto: ha le mani legate, sa che l'opzione non verrà esercitata da De Laurentiis, ma può solo attendere che il Napoli faccia la sua mossa".
Insomma, mentre il capitano ha potuto anticipare i tempi e sondare, tramite il suo entourage, nuovi club anche a gennaio, un discorso analogo non è applicabile a Mertens, impossibilitato a colloquiare con società diverse dal Napoli prima del 30 giugno 2022. Conoscendo Dries ed il suo attaccamento alla piazza partenopea, però, c'è da scommettere che, a prescindere, avrebbe aspettato fino all'ultimo secondo, nella speranza di una conferma, prima di rivolgere lo sguardo lontano dalla Campania.








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