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Forgione: "C'è un perché se Conte non rassicura sul suo futuro, vi anticipo cosa accadrà"

Angelo Forgione attraverso i suoi canali social ha messo in evidenza le tante speculazioni sul futuro dell'allenatore del Napoli Antonio Conte.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

31/03/2025 16:55 - Interviste
Forgione: C'è un perché se Conte non rassicura sul suo futuro, vi anticipo cosa accadrà
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Angelo Forgione, giornalista e scrittore partenopeo, attraverso i suoi canali social, si è soffermato sul futuro del tecnico Antonio Conte: "È stato il tormentone dell'inverno, e ce lo porteremo fino a giugno: Antonio Conte resta a Napoli? Premessa: quelli che oggi lo danno speranzoso di tornare alla Juventus o di andare al Milan sono gli stessi che lo scorso giugno, all’ufficialità della firma per il club partenopeo, pronosticarono quanto tempo sarebbe trascorso perché avvenisse l'ineluttabile scontro con Aurelio De Laurentiis".

"Due caratteri forti, due primedonne – dissero i sapientoni – e bisticceranno prima di subito". Avviso ai naviganti: i rapporti tra il presidente e l'allenatore del Napoli, dopo nove mesi di sodalizio, sono ancora sereni. Bisogna forse tirare fuori gli articoli in cui si narrava che Conte non aveva corteggiatori perché costava troppo, pretendeva spese pazze e si metteva lo spogliatoio contro. Oggi, artefice della riscossa di un Napoli che, in verità, si è semplicemente rimesso a fare cose per bene dopo un anno di sbandamento, il tecnico leccese ha la fila dei corteggiatori, che poi sono più o meno gli stessi che lo snobbarono, quindi accortisi dell'errore commesso. Chi aveva voluto la bicicletta, leggasi Giuntoli, doveva pedalare, e ora dovrà farlo anche più vigorosamente, perché il margine per sbagliare non c'è più".


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"È la più grande delle vittorie per un allenatore che vive per la vittoria. Conte non ha mica dimenticato, e sa quale rispetto deve a chi ha puntato su di lui. Sa pure quale riconoscenza deve ai tifosi napoletani, che gli hanno dimostrato affetto e stima dal primo giorno, nonostante la sua juventinità, spingendolo a promettere a Castel di Sangro di ricambiare quello che stava ricevendo senza aver dato nulla ancora, come mai avvenuto in carriera. Ove mai se ne fosse dimenticato – e non se n'è dimenticato – , nessun problema; ci hanno pensato i tifosi stessi a ricordargli certi “obblighi”, emozionandolo nel pre-partita di Napoli-Fiorentina. L'ha detto lui, eh. Vogliamo parlare dell'alchimia creata a Castel Volturno con Di Lorenzo e compagni? Una sintonia invidiabile e difficilmente pareggiabile, se è vero che il mister, nel cuore della stagione, ha dichiarato che il lavoro che stava facendo era enorme: «Il più grosso che mi sia capitato dall’inizio della mia carriera»".

"A Castel Volturno ci va con felicità quotidiana, perché con i suoi azzurri lavora piacevolmente. Anzi, con loro, i suoi, va in guerra, e certamente, da buon generale, non li abbandonerà sul campo (di battaglia) senza un motivo più che valido. Tutto questo conterà quando sarà il momento di incontrarsi con De Laurentiis per capire il suo futuro prossimo. Lo ha detto anche ieri: «Dobbiamo essere feroci e concentrarci sul presente. Il presente significa altre otto partite e dopo le otto partite penseremo al futuro». Frase per qualcuno apparentemente enigmatica e preoccupante, ma non per chi conosce davvero Antonio Conte, che ha sempre ragionato oltre i vincoli, a prescindere dalla durata dei contratti, restando concentrato sul campo a stagione in corso per vincere se c'è la ghiotta possibilità di farlo, sapendo che a bocce ferme avrebbe valutato l’opportunità di proseguire in base alla crescita del club. Lo ha fatto persino quando era alla “sua” Juventus, andando via a ritiro iniziato perché le promesse di mercato non erano state mantenute e non lo sarebbero state, figuriamoci. Lo ha fatto all’Inter prima di ripartire per la terza stagione".

"Cosa farà con il Napoli? Si incontrerà con De Laurentiis, con il quale si confronterà sulla crescita dopo un anno e gli chiederà quali margini ci sono per proseguirla, dentro e fuori dal campo. Gli domanderà delle strutture, il suo pallino fisso, e del budget a disposizione per il calciomercato, mettendo da parte l’impasse sul mercato di gennaio causato dalla fuga dell'uomo di punta della rosa, in virtù di quanto avuto nella sessione precedente. Se gli saranno garantite risorse per gli acquisti, certezze sul nuovo centro sportivo con foresteria e anche rassicurazioni sullo stadio, continuerà. Fine delle speculazioni".

"L'ho già chiarito qualche tempo fa: Conte chiede crescita prima di tutto, non altro. Quando va via da un club vuole lasciarlo in condizioni migliori rispetto a quando l'ha preso*. E l'ha chiarito lui in prima persona, con estrema chiarezza e a più riprese: «Dobbiamo crescere. Se c'è la possibilità di crescere, vediamo». E ancora: «Il mio obiettivo è far crescere il club. Dove sono passato, il club è sempre cresciuto. Il mio obiettivo a Napoli è quello di aiutarlo a crescere. Quando lascerò Napoli, spero tardi, vorrei aver lasciato qualcosa. Non abbiamo bisogno di uno o più giocatori. Io cercherò di aiutare il direttore sportivo. Sono qui per supportare la famiglia De Laurentiis. Sono qui per dare la mia visione: questo è il mio obiettivo. Le altre sono tutte ca**ate".

"Ecco spiegato il perché il mister non rassicura nessuno quando gli si chiede del suo futuro. Napoletani a chiedersi perché glissa. Altri a speculare e coltivare un desiderio. Risposte evasive che sono figlie di serietà e professionalità, i suoi dogmi. L'apparente evasività non è uno sgarbo ai napoletani, e non va intesa come segnale di un comportamento scorretto. Conte non sta affatto tramando per tornare tra le braccia della “sua” Juventus solo perché è la sua storia, o per andare altrove. Le speculazioni sul suo modo di ragionare le si lascino a chi oggi spera di riavere o avere Conte sulla panchina del cuore. Giornalisti, opinionisti e tifosi, gli stessi delle chiacchiere della scorsa estate. Anche loro, in fondo, sanno perfettamente che Conte chiede garanzie sul progetto, anno dopo anno. Il Napoli, il top club italiano più in salute, può dargliele, e tutto lascia pensare che gliele darà. E allora, magari, non ci sarà neanche più da fare chiacchiere e pronostici". Ha concluso Forgione.


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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